Somaliland, perché riguarda anche l’Italia
C'è un pezzo della Somalia che da trentacinque anni non si considera Somalia. Ha un governo, un presidente, un parlamento, una moneta, un esercito, organizza elezioni e controlla il proprio territorio. Si chiama Somaliland e dal 1991 chiede al mondo di essere riconosciuto come Stato indipendente. Per l'Italia la questione non è lontana. I rapporti con la Somalia non si sono esauriti con il passato coloniale. Dopo la Seconda guerra mondiale, dal 1950 al 1960, l'Italia amministrò il territorio per mandato delle Nazioni Unite, con il compito di accompagnarlo all'indipendenza. Oggi Roma continua a sostenere il governo federale di Mogadiscio, partecipa alla formazione delle sue forze di sicurezza e considera la stabilizzazione della Somalia uno degli obiettivi della propria politica estera nel Corno d'Africa. Negli ultimi anni questo interesse è ulteriormente cresciuto. Il governo Meloni ha messo l'Africa al centro del Piano Mattei e la Farnesina definisce il Corno d'Africa un'area di “preminente interesse strategico per l'Italia”.
Etiopia e Kenya sono stati scelti fin dall'inizio tra i Paesi pilota del Piano. La Somalia non ne fa parte, ma nel 2026 il ministero degli Esteri ha indicato espressamente tra i propri obiettivi la sua stabilizzazione e ha pubblicato una guida per le imprese italiane intitolata Diplomazia della crescita: destinazione Somalia. E proprio mentre l'Italia investe sulla stabilità e sull'integrità della Somalia, qualcosa sta cambiando a nord. Il Somaliland occupa la parte nord-occidentale del Paese, affacciata sul golfo di Aden. Era un protettorato britannico, mentre la Somalia meridionale era stata colonia italiana. Nel giugno 1960 divenne indipendente e pochi giorni dopo si unì all'ex Somalia italiana nella nuova Repubblica somala. Nel 1991, dopo la caduta di Mohamed Siad Barre e........
