Andy Burnham, l'ultimo laburista chiamato a salvare la Gran Bretagna?
La politica britannica sembra avere esaurito il tempo delle lunghe stagioni di governo. Dal referendum sulla Brexit in poi, il n. 10 di Downing Street è diventato un affitto breve: David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak e Keir Starmer hanno incarnato, ciascuno a suo modo, una diversa promessa di riscatto nazionale, puntualmente delusa. Il Paese attraversa una fase di logoramento profondo. La crescita economica resta debole, il debito pubblico sfiora il 95% del PIL, i servizi pubblici mostrano segni evidenti di affaticamento, le infrastrutture invecchiano e persino la tradizionale efficienza amministrativa britannica appare meno solida di quanto fosse un tempo. A tutto questo si aggiunge un clima politico segnato da sfiducia, esasperazione e crescente frammentazione.
Keir Starmer era arrivato al governo con un mandato ampio: ricostruire la credibilità delle istituzioni dopo gli anni convulsi della Brexit e delle leadership conservatrici. Non è stato travolto da scandali personali né da errori clamorosi, ma non è riuscito a trasformare il consenso elettorale in capacità di governo. Insomma quella che è mancata è l'autorevolezza politica.
Ed ora tocca a Andy........
