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Il campo largo discute di parole mentre il mondo cambia

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03.11.2026

A leggere i giornali di questi giorni, e in particolare quelli di oggi, viene il sospetto che il problema principale del campo largo sia un problema lessicale. Patrimoniale. Droghe leggere. Reddito di cittadinanza. Tre espressioni che sembrano fatte apposta per spaventare qualcuno, accendere una polemica, dividere il campo tra favorevoli e contrari. Tre parole capaci di occupare intere giornate di dibattito politico prima ancora che qualcuno abbia provato a spiegare che cosa si vorrebbe davvero fare.

Prendiamo la patrimoniale. Non credo che molti elettori del centrosinistra, e forse neppure molti suoi dirigenti, possiedano patrimoni tali da essere interessati da una misura di redistribuzione rivolta alle grandissime ricchezze. Eppure basta pronunciare quella parola perché si alzino muri, si rivendichino identità, si traccino confini. Ma la domanda dovrebbe essere un'altra: in una società nella quale le disuguaglianze crescono, è giusto chiedere un contributo maggiore a chi possiede ricchezze enormi per finanziare servizi e opportunità per tutti? Se la risposta è sì, discutiamo di come farlo. Non della paura che suscita il nome.

Poi ci sono le droghe leggere. Un'altra espressione che contiene già una contraddizione: le chiamiamo droghe, e una parte dell'opinione pubblica smette di ascoltare. Come se vivessimo in una società di persone che non fumano, non bevono, non assumono psicofarmaci, non sviluppano dipendenze da sostanze, consumi, comportamenti. Come se la distinzione tra ciò che è legale e ciò che è illegale coincidesse automaticamente con quella tra ciò che fa bene e ciò che fa male. La cannabis comporta rischi, come altre sostanze, e non ha senso negarli. Ma esistono anche impieghi terapeutici documentati di specifici preparati a base di cannabis. E soprattutto esiste un mercato illegale che continuiamo a lasciare nelle mani delle organizzazioni criminali ogni volta che rinunciamo a discutere seriamente di regolamentazione, prevenzione e controllo. La questione è quale politica........

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