Leone s'affida a Rudelli. La Santa sede dal Frecciarossa al treno delle valli
Nel discorso di ringraziamento a quanti lavorano in Segreteria di Stato, monsignor Edgar Peña Parra - fino ad oggi sostituto, cioè chief of staff del Vaticano e del Papa - ha paragonato la sua esperienza molto "dura" di otto anni a un viaggio sul Frecciarossa, cioè ad alta velocità. Oggi la Sala stampa vaticana ha annunciato la decisione di Leone XIV di nominare al suo posto monsignor Paolo Rudelli: italiano, anzi bergamasco, finora nunzio in Colombia, con lunghi anni di presenza nella prima sezione della Terza Loggia che adesso guiderà, per quattro anni cruciali Osservatore permanente presso il Consiglio d’Europa (da cui dipende il Comitato Moneyval sulla trasparenza finanziaria).
Affidabile, concretezza lombarda, anzi orobica, Rudelli non farà fa i 300 all’ora come il predecessore, ma viaggia bene, con fermate precise, orari rispettati, poca voglia di deragliare. Più "treno delle valli" panoramico che shuttle: solido, pratico, con quel tocco di buon senso lombardo che sa quando frenare e quando accelerare piano. Un treno con una manutenzione curata, più tranquillo, più “di casa”, ma comunque efficiente, di qualità. Qualche volta può ritardare un po’, per lavori sulla linea o mucche sui binari, ma non deraglia. Anche perché il Frecciarossa lo ha già portato alla destinazione principale.
Nel suo indirizzo di saluto il venezuelano Peña Parra ha ammesso che i suoi “sono stati anni talvolta durissimi” in cui “non sono mancati momenti di sofferenza istituzionale, come il processo legato alla vicenda del Palazzo di Londra, che ha esposto la Santa Sede e in particolare la nostra Segreteria a un'attenzione mediatica e giudiziaria senza precedenti, chiedendoci rigore, trasparenza e responsabilità”. Peña Parra diventa nunzio in Italia: da uomo forte sa che tanti dei problemi che ha dovuto affrontare sono nati in Italia. Ed è quindi contentissimo di continuare a servire nella missione diplomatica presso il nostro Paese, perché alcuni di quei problemi non sono sciolti del tutto. E nei rapporti diplomatici e di intelligence, invece, come nell’informatica, i files vanno sempre chiusi.
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