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La lunga notte ad Odessa, con gli ucraini allo stremo

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22.02.2026

Sono a Odessa, perché ho scelto di essere in Ucraina per il quarto anniversario dell’invasione russa. Un piccolo segnale di solidarietà al popolo ucraino. L’atmosfera è strana, di giorno la città sembra quasi vivere una tesa normalità, i negozi sono aperti, i ristoranti funzionano, la gente circola nel freddo inverno. A prima vista potresti quasi non accorgerti della guerra, non fosse per l'occasionale palazzo che noti aver subito i danni di un bombardamento. Di notte Odessa si trasforma: c’e’ il coprifuoco, ai civili è proibito andare in giro. Di giorno è suonato solo due volte l’allarme che indica possibili attacchi russi, invitando ad andare nei rifugi e nessuno sembra curarsene più di tanto.

La notte cambia tutto. Appena andato a dormire l’allarme suona immediatamente: possibile arrivo di droni, andare nel rifugio. Poi di nuovo alle due di notte. Poi alle tre scatta un allarme anti missili e si sente la contraerea fare fuoco vicino all’albergo: ancora nel........

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