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Una nuova guerra con l'Iran non sarà una passeggiata

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18.05.2026

Su Press tv, la tv di stato in lingua inglese, è comparso nel fine settimana un nuovo video in stile Hollywood anni Novanta, che racconta la versione iraniana di un attacco del 2 marzo scorso a una base Usa nel Kuwait (forse Camp Buehring ). Vi si magnifica i gravissimi danni che la missione avrebbe provocato a quelle strutture militari con l’impiego di due F5,  vecchio modello americano rimodernato in Iran, e di missili e droni. Il video si accompagna ad altri diffusi nelle scorse settimane, fra cui quello che racconta nello stesso stile una presunta e fallimentare missione Usa, soprapposta a quella per il recupero di un pilota disperso, per recuperare nell’Iran centrale i 440 kg di uranio altamente arricchito che il presidente Trump chiede a Teheran di consegnare.

Al di là della veridicità o verosimiglianza di tali ricostruzioni, ciò che conta è che non si tratta solo di propaganda di guerra, che d’altronde incontra approcci analoghi (in termini di trionfalismi roboanti, ma certo meno elaborati, dello stesso Trump) da parte americana. Ciò che conta è lo spirito che anima questa e altre iniziative nell’ambito di una controffensiva mediatica messa in atto da Teheran alla vigilia di quella che si profila all’orizzonte come una ripresa della guerra israelo-statunitense. Lo spirito combattivo dei Guardiani della rivoluzione, in primo luogo, ma che sa di trovare ascolto anche nell’orgoglio nazionale di molti iraniani. Una campagna in cui la Repubblica islamica mostra i muscoli anche in altri modi: per esempio con l’enfasi con cui  il portavoce del ministero degli Esteri saluta il record di sollevamento pesi raggiunto dal campione Alireza Yousefi, che ha poi dedicato........

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