Guerra e repressione: gli iraniani tra "due lame di forbice”
Una volta, per Donald Trump e Benjamin Netanyahu, c’era la guerra contro l’Iran per far cadere la Repubblica Islamica e liberare gli iraniani dal giogo della repressione. Accadeva solo pochi mesi fa, ma quella pretesa è durata poco: poi ci sono stati migliaia di morti, anche fra i civili e i bambini; case, scuole e fabbriche distrutte; ponti bombardati; posti di lavoro perduti; inflazione senza precedenti. Mentre la repressione del dissenso interno, associato anche ad accuse di collaborazione con il nemico esterno, si è fatta più brutale e pervasiva, con migliaia di arresti, condanne in processi poco trasparenti e un aumento delle esecuzioni. Gli iraniani sono così passati dal timore di una guerra, che li accompagnava da decenni, all’esperienza di due guerre mosse da Usa e Israele in meno di un anno. Ma hanno anche visto stringersi la morsa della repressione.
Sbagliato dover scegliere tra due mali, vanno combattuti entrambi
E così gli iraniani sono presi tra due fuochi. O meglio, “tra due lame di una forbice”, secondo la metafora usata da una ventina di accademici internazionali, attivisti ed ex prigionieri politici in una lettera aperta pubblicata sul Guardian il 20 agosto e rivolta ai prigionieri politici in Iran. Una dichiarazione di solidarietà con le sofferenze loro e di tutti i gruppi perseguitati in Iran, ma anche un atto di accusa contro l’imperialismo e l’autoritarismo globali, le azioni di Israele ai danni dei palestinesi e quelle negli Usa contro migranti e dissidenti. Ma “le autorità iraniane – concludevano i firmatari - devono porre fine immediatamente alla loro disumana pratica di morte e incarcerazione, e gli Usa e Israele alle loro barbare guerre e alle brutali sanzioni che, consapevolmente, devastano le nostre comunità”.
Il documento ha incontrato anche diverse critiche, prevalentemente sui social media, per il fatto che apparentemente assimila la repressione interna di uno Stato aggredito alla guerra voluta da due grandi potenze militari. Alcuni firmatari hanno anche ritirato la loro adesione.
La contestazione più........
