L’intelligenza artificiale è già in mezzo alla stanza, che lo vogliamo o no
C’è una scena che racconta meglio di qualsiasi dato il momento che stiamo vivendo: Roma, primo evento pubblico dedicato all’intelligenza artificiale, titolo IntelligentIA, organizzato da SCAI comunicazione — gente che sa riconoscere l’hype prima che diventi mainstream, e che ancora una volta ha dimostrato di saper cavalcare gli argomenti con il tempismo giusto. Due giorni. Tutto esaurito. Tra il pubblico, moltissime donne — ancora in percentuale inferiore rispetto agli uomini, ma straordinariamente presenti e partecipi — segno che hanno compreso che, nonostante la complessità, l’AI le riguarda da vicino. Un evento pensato come un percorso di comprensione trasversale che ha saputo unire istituzioni, aziende, politica, ricerca, lavoratori e pubblico in un unico discorso.
Non sorprende. L’AI è già massicciamente presente nelle nostre vite: c’è quella per il grande pubblico, visibile e conversazionale, e poi c’è quella che non si vede, che gestisce immense quantità di dati al servizio delle aziende e dei governi, che ottimizza le supply chain, decide chi ottiene un credito, coordina operazioni nei teatri........
