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Il metodo Nemo, che mette in moto il cervello che impara

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14.09.2026

Fermi, seduti, con orari scanditi per 5-6 ore ogni giorno, con una breve ricreazione alle 10:15, e poi di nuovo alla scrivania o al tavolo di cucina, con lo sguardo fisso sul libro o sul quaderno. È così che, per ovvie ragioni organizzative, abbiamo impostato lo studio e l'apprendimento. Eppure il cervello funziona meglio quando il corpo è in movimento: sono ormai crescenti le ricerche che ci dicono che l'attività fisica stimola la plasticità cerebrale e quindi migliora l'apprendimento. È il fulcro su cui si innesta il metodo NEMO, di cui parla la giornalista scientifica Beatrice Curci nel suo ultimo libro "Mente e corpo in movimento" (Edizioni Lavoro).

Viviamo immersi in un flusso costante di stimoli - notifiche, video brevi, messaggi - e paradossalmente più informazioni abbiamo, più fatichiamo a trasformarle in conoscenza vera. I neuroscienziati lo chiamano "impoverimento cognitivo": non una malattia, ma una condizione in cui il cervello viene sollecitato in superficie, senza il tempo di elaborare davvero........

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