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L'ambiguità statunitense sulla protezione delle centrali nucleari ucraine

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23.03.2026

(di Ludovica Castelli)

Il 5 marzo 2026 gli Stati Uniti, per la prima volta dall’inizio del conflitto in Ucraina nel 2022, si sono uniti a Russia e Cina nel votare contro una risoluzione – la settima di questo tipo – dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Il testo ribadiva che gli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine, da cui dipende l’alimentazione elettrica esterna delle centrali nucleari – incluso l’impianto nucleare di Zaporizhzhia – costituiscono una minaccia diretta alla sicurezza e alla protezione nucleare. A distanza di due settimane, un articolo del Wall Street Journal riportava alcune dichiarazioni di ufficiali militari statunitensi secondo cui azioni militari contro impianti nucleari potrebbero essere considerate “legittime” e “possibili”, qualora tali obiettivi contribuiscano allo sforzo bellico e il danno collaterale risulti contenuto.

Sebbene tali episodi si collochino in un contesto più ampio segnato da una significativa deleggitimazione del diritto internazionale umanitario – e appaiano, per molti versi, particolarmente intollerabili – essi rappresentano l’espressione, per certi versi brutale, di una traiettoria di lungo periodo nella posizione statunitense in materia di protezione delle installazioni nucleari in tempo di conflitto armato.

Già nel secondo dopoguerra si affermò una crescente consapevolezza circa la necessità di limitare i rischi derivanti da attacchi a infrastrutture la cui distruzione avrebbe potuto generare effetti catastrofici sulla popolazione civile. In questo contesto, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) svolse un ruolo propulsivo, introducendo nel 1956 una disposizione che prevedeva l’immunità, sotto il profilo dello jus in bello, per opere e installazioni contenenti forze pericolose, tra cui dighe, argini e centrali nucleari.

Tale impulso normativo trovò formalizzazione solo nel 1977 con l’adozione dell’Articolo 56 del Protocollo aggiuntivo I alle Convenzioni di Ginevra e dell’Articolo 15 del Protocollo aggiuntivo II alle Convenzioni di Ginevra. Entrambe le disposizioni includono le “centrali nucleari elettriche” tra le installazioni oggetto di protezione speciale.

Fin dalle negoziazioni emerse una tensione strutturale tra esigenze umanitarie e necessità militari. Gli Stati Uniti si distinsero per una........

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