Il bastone che Trump brandisce sul mondo è più leggero
La Corte Suprema degli Stati Uniti, invalidando la maggior parte delle tariffe adottate dall’Amministrazione, ha inflitto la più secca sconfitta al presidente Donald Trump da quando si è re-insediato alla Casa Bianca. Trump ha opzioni alternative sul fronte della politica tariffaria, e l’Amministrazione continuerà a perseguire aggressivamente l’espansione dei poteri dell’esecutivo, con scarso riguardo per norme democratiche e limiti costituzionali, anche se dovessero arrivare altri stop giudiziari. Ma la sentenza lo ha privato dell’assoluta discrezionalità decisionale che è il fulcro del suo modo di intendere ed esercitare il potere.
La Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi introdotti sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). La decisione è stata adottata con una maggioranza di 6 a 3: ai tre giudici liberal (Elena Kagan, Sonia Sotomayor e Ketanji Brown Jackson) si sono uniti tre (su sei) membri dell’ala conservatrice – il Chief Justice John Roberts, Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch – in una convergenza che segnala la riluttanza di una parte dei giudici conservatori ad avallare un’interpretazione iper-estensiva dei poteri presidenziali in materia fiscale.
Il contenzioso era stato aperto da una dozzina di Stati e da un gruppo di piccole imprese. Nei precedenti gradi di giudizio, le corti federali avevano ripetutamente stabilito che la legge del 1977 – concepita per dare al presidente l’autorità di adottare sanzioni e forme di regolamentazione economica in risposta a emergenze di natura straordinaria – non attribuisce alcuna competenza in materia........
