"Lupo lupo che fa". Guerra e referendum terremotano (non abbastanza) la politica
"Lupo lupo che fa?", recitava un gioco di bambini di tanto tempo fa. Oggi noi ce lo chiediamo con riguardo a Forza Italia, perché il partito azzurro, dalla disfatta referendaria è un po' scomparso dal palcoscenico politico. Ma ci sono segnali che si stia riorganizzando per ottenere o almeno dimostrare, più autonomia rispetto alla Meloni ed al suo declinante sovranismo.
Sembra infatti che non si sia ancora esaurito lo scossone referendario. Questo può essere causa e senso del vertice di Cologno Monzese. In questo quadro, assume specifico significato la nomina di Enrico Costa, esponente centrista già renziano, a Capo Gruppo di FI alla Camera. Sembra di intravedere, in effetti, in questi movimenti una tattica tipica del guastafeste di Rignano, la "mossa del cavallo" il cui esito è di solito spiazzante ed imprevisto ai più.
In un momento in cui l'asse sovranista europeo e mondiale sembrerebbe aver finalmente imboccato la via del proprio naturale -ed auspicato- declino, il riposizionamento di FI verso il centro, evocherebbe un liberalismo democratico ed avrebbe il senso del tentativo di intercettare il voto moderato, smarcandosi al contempo, dal dominio politico e comunicativo della totalizzante leader di FdI.
Se quei segnali da destra saranno confermati nei fatti, ci troveremo di fronte a due ipotesi alternative: primo, che FI abbia ancora un gestore. In tal caso si........
