Incanto e magia, il viaggio
«Tirò fuori il giornale dalla tasca della giacca, gli diede uno scossone nel tentativo, inutile di sistemarlo e si rimise a leggere, in attesa che il treno partisse».
D’estate, più che in altre stagioni, pensiamo al viaggio. Per stanchezza, per pigrizia, per indolenza, per consuetudine: d’estate vogliamo partire. Anche se lo sappiamo che sarebbe meglio partire in altre stagioni, o comunque partire più spesso, a pezzi. Più del viaggio, in sé, ci piace l’idea del viaggio, ci sorprende immaginarci curiosi, desiderosi di preparare un piccolo bagaglio e, prima o poi, quasi di nascosto, partire. Pensare al viaggio è il nostro posto di vacanza, quello reale, quello che non delude. E non deludono, né d’estate né d’inverno, quei libri che di viaggio parlano: di quelli più strani, avvenuti fuori dal tempo, o semplicemente lontani dal nostro tempo. Viaggi che ci spingono ad andare in avanti o all’indietro, itinerari che mettono in moto piccole particelle della nostra memoria, che - come se agitassero uno specchio davanti ai nostri occhi - ci riconoscono e fanno sì che ci riconosciamo, che aprono segmenti sentimentali e ci strappano un sorriso a volte malinconico, altre........
