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Saliamo sul Ponte Tibetano più alto d’Europa a Sellano

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09.04.2026

L’Umbria ha cambiato decisamente marcia, smarcandosi dall’immagine di mero rifugio spirituale e naturalistico per trasformarsi in un’arena vibrante dove il benessere flirta incontra l’adrenalina pura.

Con l’esplosione della primavera, il focus di chi cerca emozioni forti converge su Sellano, teatro di un’esperienza indimenticabile sospesa nel vuoto della Valnerina.

Inaugurato nel 2024, il Ponte Tibetano di Sellano detiene il primato di più alto d’Europa, una sfida ingegneristica che obbliga a 1023 passi su pedane discontinue, separando l’ordinario dal brivido estremo. Lungo ben 517 metri e sospeso a un’altezza massima di 175 metri, il ponte regala una vista senza eguali sulla gola profonda sottostante, unendo due versanti in un abbraccio di cavi d’acciaio e coraggio.

Fino a giugno, la struttura sfida i visitatori durante i weekend, per poi passare a un’apertura quotidiana per tutta l’estate. Le tipologie per il rientro sono diverse: dalla sola andata — che presuppone una camminata panoramica o un pick-up nella valle opposta — all’andata e ritorno via ponte, fino all’opzione con navetta prenotata per raggiungere comodamente il borgo.

Cosa visitare a Sellano

Una volta tornati con i piedi per terra, Sellano si rivela un labirinto medievale a oltre 600 metri di altitudine, dove la storia si intreccia a tradizioni tanto antiche quanto poco conosciute.

Camminando tra le case basse del centro storico, ci si imbatte in vere e proprie gemme museali, come il Museo delle Lime e delle Raspe; qui si celebra l’arte della lavorazione del ferro e dell’acciaio che, risalendo al XVI secolo, ha reso il nome di Sellano celebre a livello internazionale.

Non meno sorprendente è il patrimonio industriale custodito dall’imprenditore Angelo Rampi, che espone 123 modelli storici di macchine da cucire: una collezione unica in Italia per varietà e conservazione.

Il tour culturale prosegue verso la Chiesa di San Francesco, caratterizzata da un’insolita pianta ottagonale e anticipata da un suggestivo viale alberato; da vedere anche la Chiesa di Santa Maria Assunta, cuore spirituale della comunità. Dalla piazza principale si dipana una passeggiata panoramica tra scorci silenziosi e prospettive che spaziano verso il Santuario della Madonna del Monte, offrendo un mix perfetto tra misticismo e panorami incantati.

Uscendo dai confini del nucleo centrale, il territorio si frammenta in ben 42 frazioni, ognuna custode di un paesaggio naturale prepotente. A livello di passeggiate, da non perdere la Cascata delle Rote, dove il torrente Vigi crea giochi d’acqua e laghetti artificiali incastonati in sentieri boscosi, ideali per una sessione di trekking rigenerante.

Tra le cose assolutamente da vedere nei dintorni spicca Montesanto, una frazione in posizione dominante dove la tranquillità regna sovrana, regalando scatti fotografici inediti. Altrettanto magnetico è il Castello di Postignano, un antico borgo sorto intorno al IX-X secolo come avamposto strategico per monitorare la Valle del Vigi; oggi rappresenta uno dei recuperi architettonici più affascinanti dell’intera Valnerina.

Per chi cerca un’immersione totale nella vita rurale di un tempo, Casarampi ospita il Museo della Civiltà Contadina, un tassello fondamentale per comprendere le radici profonde di questa terra.

Un simile ecosistema di piccoli centri urbani e verde selvaggio permette di vivere l’Umbria fuori dai soliti circuiti di massa, puntando su un’esplorazione lenta e consapevole.

Per chi cerca un’esperienza di ospitalità autentica, il Convento di Acqua Premula rappresenta un rifugio in cui il tempo sembra dettato solo dai ritmi della natura.

Questa Residenza d’Epoca, situata in Località Cappuccini, trae il suo nome da una sorgente millenaria, l’Acqua Premula, nota fin dall’antichità per le sue proprietà curative.

La struttura attuale è il risultato del sapiente restauro di un antico convento dei Frati Cappuccini, completato intorno al 1630 grazie al contributo della comunità di Sellano. Oggi questo scrigno straordinario offre un’accoglienza che combina il fascino delle vecchie celle monastiche con il comfort moderno. Le camere, che omaggiano i frati custodi succedutisi nei secoli, mantengono la semplicità originale con soffitti in legno e affacci suggestivi sul chiostro o sull’ampio parco.

Gli ospiti possono usufruire di una piscina con vista panoramica, un campo da padel e la possibilità di partecipare a escursioni con gli asinelli o tour in e-bike, rendendo il soggiorno ad Acqua Premula un mix ben riuscito di storia, sport e alta cucina.

Per la pausa enogastronomica suggerisco il ristorante La Foresteria interno al Convento, un tempio del gusto dove la tradizione locale viene celebrata con un approccio genuino. L’attenzione alla stagionalità è fondamentale e i piatti sono un omaggio diretto al territorio: dal signature Riso di Fiume alla selezione di carni alla brace e norcinerie di nicchia, sino ai dolci preparati in casa.

L’atmosfera del chiostro, dove in estate è possibile cenare all’aperto, rende ogni pasto un momento di intima convivialità umbra.

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