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Perché la crisi dei media (vista da un altro punto di vista) è una buona notizia

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19.02.2026

Umberto Eco aveva perfettamente previsto il nostro futuro tra fake news e intelligenza artificiale e a dieci anni dalla scomparsa il suo pensiero sulle trasformazioni dell’ecosistema informativo contemporaneo, il populismo mediatico e il dilagare di contenuti falsi è più attuale che mai. Non sorprende allora che ogni volta che un grande giornale annuncia tagli, ristrutturazioni o cambi di rotta editoriale, il commento sia sempre lo stesso: “È la fine dei media tradizionali”. È successo negli ultimi mesi con le difficoltà del Washington Post e le tensioni interne a diverse testate storiche.

Ma forse stiamo guardando il fenomeno dal lato sbagliato. Secondo il Reuters Digital News Report 2025, la fiducia complessiva nei media resta fragile in molti Paesi occidentali, ma aumenta la preoccupazione per la disinformazione e per i contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

E si sa che nei momenti di crisi, dalle guerre alle emergenze sanitarie, le testate riconosciute restano il punto di riferimento per l’informazione verificata. La differenza non la fa più chi parla più forte, ma chi viene considerato........

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