Meloni sbaglia, ma anche la sinistra
L’annuncio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni relativo all'introduzione di un decreto legge per fissare un tetto agli studenti stranieri nelle classi e vietare l’uso del velo negli istituti scolastici ha immediatamente riacceso il dibattito pubblico. Si tratta di una mossa le cui motivazioni di breve termine appaiono anzitutto politiche e simboliche. In primo luogo, si tratta di un'operazione d'intento difensivo al fianco destro della maggioranza: Meloni ha la necessità politica di non "scoprirsi a destra" lasciando uno spazio di manovra populista e identitario alla figura di Roberto Vannacci e alla frangia più radicale dell'elettorato. La forma scelta per l'intervento — un decreto legge, strumento che per Costituzione presuppone "casi straordinari di necessità e urgenza" — appare demagogica nei tempi, specie considerando che l'anno scolastico è già iniziato e che gli organici sono ormai definiti.
Vedremo se ora si sceglierà di andare avanti più prudentemente con un disegno di legge. A questo aspetto si aggiungono insormontabili problemi tecnici. Determinare chi sia "lo straniero" che non parla bene italiano e dunque da redistribuire è complesso. Non è un caso che la materia fosse già stata affrontata nel 2010 dalla circolare dell'allora ministra Mariastella Gelmini, che prevedeva un tetto raccomandato del 30%: la circolare........
