Netanyahu si porta alle urne falle, lentezze, responsabilità sul 7 ottobre
Le falle nel prevenire il massacro del 7 ottobre 2023 sono una pagina di storia di Israele lacunosa, ancora in parte da scrivere. È accertato e riconosciuto che le forze di sicurezza israeliane, per loro stessa ammissione, sono state disorganizzate e lente nell'inviare rinforzi nelle prime ore dell'attacco da parte di Hamas. Come è evidente che ci sono state responsabilità, a vari livelli. Errori di valutazione e una possibile mancanza di volontà politica di agire in base ad avvertimenti interni ed esterni. Versioni che si contraddicono palesemente, accuse reciproche che sono rimbalzate ripetutamente tra i principali attori, e che alla vigilia delle prossime elezioni politiche del 27 ottobre, sono materia di acceso dibattito politico.
Quello che segue sono stralci tratti dal libro “La lunga notte di Gaza”, edito da GFE, uscito a gennaio di quest’anno.
«La mattina del 7 ottobre il premier israeliano Benjamin Netanyahu è al mare nella sua villa di Cesarea, dopo essere rientrato da una breve vacanza, con la moglie Sara, trascorsa a Neve Atif sulle alture del Golan. Godendosi quello che dovrebbe essere un tranquillo Shabbat. Alle ore 6:29 del mattino l'applicazione di whatsapp........
