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Pompei, nelle mura i segni

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20.03.2026

Una ricerca dell'Università Vanvitelli e di quella di Bologna certificano che i segni dei danneggiamenti sono stati causati dalle catapulte a ripetizione utilizzate dal generale romano Lucio Cornelio Silla

La ricostruzione di un polybolos dell'antichità e le mura di Pompei

Nelle mura settentrionali di Pompei sono stati trovati segni di danni dovuti a un'arma "antenata" della mitragliatrice, il polybolos, e risalenti all'assedio della città da parte del generale romano Lucio Cornelio Silla. La scoperta, che risale al 2025, si arricchisce oggi di ulteriori conferme dopo un lavoro che porta la firma di studiosi italiani e che è stato pubblicato sulla rivista Heritage. Le autrici sono Adriana Rossi e Silvia Bertacchi, del dipartimento di Ingegneria dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli, e Veronica Casadei, del dipartimento di Informatica e Ingegneria dell'Università di Bologna. 

Nel corso degli anni sono state condotte molte ricerche sui grandi crateri circolari formati sulle mura dalle pesanti palle di pietra lanciate dalle catapulte romane e, tra questi, sono stati individuati fori più piccoli, a sezione quadrata e disposti a ventaglio, spesso attribuiti all'usura o ai danni generali della battaglia. Secondo le ricercatrici, invece, sono stati causati da un polybolos, un'arma in grado di lanciare più proiettili - dei dardi - in rapida successione, descritta nel III secolo a.C.

Avendo la cenere vulcanica preservato perfettamente gli impatti a ventaglio sulle mura, dai dati digitali di profondità, larghezza e forma sono stati ottenuti modelli in 3D, poi confrontati con il movimento meccanico di una catapulta a ripetizione descritto nei manuali. Il team ha quindi ricostruito a ritroso il tipo di arma utilizzata: tutto indicava una macchina ad alta velocità paragonata a una versione antica di una mitragliatrice. Un'ulteriore prova a sostegno di questa tesi è giunta dalle collezioni museali. I proiettili sopravvissuti provenienti da altri siti militari romani, come i dardi con punta di ferro associati alla catapulta Scorpion, corrispondevano alle dimensioni dei modelli 3D creati a partire dai danni alle mura.

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