Solidarietà e tutela del patrimonio: all'Istituto Bianchi di Montesanto il “laboratorio” della Fondazione Grimaldi
L’ente no profit ha rigenerato il seicentesco edificio con i suoi progetti di assistenza sociale e presto riqualificherà un altro sito storico della zona per ospitare al suo interno un centro medico destinato alle persone in difficoltà
Risalendo lo scalone monumentale in piperno dell’antico edificio di piazza Montesanto, ci accorgiamo che l’austero silenzio di quegli ambienti è incrinato da gioiose voci di fanciulli e dal sommesso trambusto delle mille attività svolte dal personale e dai volontari della Fondazione Grimaldi onlus. L’ente filantropico costituito dalla famiglia di armatori partenopei svolge infatti da qualche anno la sua opera di assistenza sociale proprio all’interno del seicentesco Istituto Bianchi, coniugando la solidarietà con la tutela del patrimonio culturale. Formula virtuosa che consentirà presto anche il recupero dell’ex Istituto San Giovanna D’Arco, altro storico palazzo della zona chiuso da tempo e negato alla cittadinanza.
La “Scuola della Famiglia” promossa insieme a tanti altri progetti sociali dalla Fondazione Grimaldi, principale fondazione privata familiare del Centro-Sud, anima quotidianamente gli spaziosi saloni dell’ex collegio dei padri barnabiti, confermando che la riqualificazione di un bene storico e artistico rimane sostenibile nel tempo soprattutto quando si riesce a rigenerarlo con nuove funzioni, da individuare però con coerenza e sensibilità. Per secoli, tra le pareti dell’Istituto Bianchi i valori religiosi sono stati tradotti in solidarietà e sostegno alla crescita della persona. I medesimi principi che hanno ispirato, dal 2007, ben 520 progetti finanziati dalla Fondazione, con oltre quattromila nuclei familiari presi in carico, erogando 17 mila ore di formazione all’anno e distribuendo circa 50 mila capi di vestiario e 400 quintali di alimenti (parliamo sempre di stime annuali) ai bisognosi.
«Siamo convinti della necessità di partire dalla famiglia come leva per il riscatto delle persone – spiega Luca Marciani, direttore generale della Fondazione Grimaldi –. Non puoi affrontare i problemi come tossicodipendenza o marginalità sociale di un individuo se è avulso dal contesto in cui vive. In ogni piano di questo edificio che vogliamo continuare a riqualificare, con il necessario ok della Soprintendenza, c’è una delle componenti della famiglia: la scuola elementare a tempo pieno con refettorio al primo piano, più su il lavoro con gli anziani, poi ragazzi con sindrome di down e autistici. Un intero piano, il quarto, dà invece spazio ai corsi ed agli incontri con i genitori, impegno che si è esteso ai loro figli presi in carico. Abbiamo anche un altro polo a Barra. La struttura – aggiunge Marciani – è come un alveare e c’è anche un teatro adatto a spettacoli e convegni».
Prossima sfida della Fondazione è la rinascita dell’ex Istituto San Giovanna D’Arco nel vicino quartiere Avvocata, chiuso da diversi anni. L’imponente edificio del XVI secolo fu prima convento delle religiose domenicane e successivamente – da quando nel 1929 ne entrarono in possesso le suore della Compagnia di Maria – divenne una scuola. «Nella sua nuova vita – dichiara Marciani – sarà destinato alla salute: ospiterà un centro medico e assistenziale attrezzato per la cura delle persone in difficoltà». Altro tassello di storia partenopea che diventa parte di un futuro solidale.
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