In Iran una rivolta senza regia
Il crollo della Repubblica islamica dell’Iran – il cosiddetto “regime change” – è da decenni il sogno della destra statunitense e di Israele. E, va aggiunto, anche di buona parte della popolazione iraniana, che detesta i suoi governanti tanto corrotti quanto violenti e illiberali. Una speranza politica che molti ritengono ora più vicina, per un insieme di fattori diversi che hanno indebolito il regime. Negli ultimi due anni, Israele ha inferto colpi devastanti alla rete di milizie che l’Iran aveva creato nella regione, umiliando militarmente anche le forze di sicurezza della Repubblica islamica – i potenti pasdaran – nella breve guerra del giugno 2025. In più, il Mossad si muove impunemente in Iran, uccidendo generali, politici e scienziati nucleari. Sul fronte interno, la brutale repressione di ogni dissenso e le asfissianti regole sulla “moralità” dei giovani e delle donne hanno creato un diffuso risentimento verso il clero sciita al potere. A tutto ciò si aggiunge una devastante crisi economica che impoverisce il ceto. Il disastro economico viene imputato dal regime alle prolungate sanzioni economiche imposte dall’Occidente, ma in........
