menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Un piano europeo per lo stretto di Hormuz

22 0
16.04.2026

L’Eliseo ha annunciato che domani si terrà a Parigi una videoconferenza, capitanata da Francia e Regno Unito, che metterà insieme un gruppo di “Paesi non belligeranti” per favorire la ripresa del traffico commerciale nello Stretto. Il Wall Street Journal precisa che l’iniziativa potrebbe prendere forma soltanto dopo la fine del conflitto e non sarebbe sotto il comando americano. Tre le fasi previste: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari. Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che la missione escluderebbe le parti belligeranti, ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. L’obiettivo è favorire la ripresa del traffico commerciale nello stretto, da cui passa circa un quinto del petrolio e del gas mondiale. Il piano potrebbe coinvolgere anche la Germania, finora riluttante a operazioni militari all’estero, ma dotata di importanti capacità, in particolare nel campo dello sminamento. Il ‘Wall Street Journal’ ha anche citato funzionari britannici e francesi secondo i quali i due Paesi avrebbero invitato Cina e India a partecipare all’incontro di Parigi sullo Stretto di Hormuz, ma non è chiaro se ci saranno. Un alto funzionario tedesco ha detto: “E’ probabile che aderiremo al piano europeo per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Secondo fonti diplomatiche, un primo confronto internazionale è previsto con una riunione convocata da Macron e dal premier britannico Keir Starmer, senza la presenza di Washington. Restano tuttavia divergenze tra gli alleati europei: Parigi ritiene che l’assenza degli Stati Uniti renderebbe la missione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti con Washington. Il portavoce dell’ambasciata britannica a Roma, Pierluigi Puglia, ha affermato: “Il Regno Unito sta svolgendo un ruolo di primo piano negli sforzi internazionali per ripristinare la libera circolazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz”. Il contesto della dichiarazione è stato ieri a margine dell’evento a villa Wolkonsky con cui è stata inaugurata la mostra fotografica “A riveder le stelle”. Il portavoce ha anche spiegato: “Il ministro degli Esteri ha guidato la scorsa settimana colloqui con oltre 40 Paesi per discutere l’urgente necessità di ristabilire la libertà di navigazione per il traffico marittimo internazionale. Il ministero della Difesa ha riunito pianificatori militari di più di 30 Paesi per valutare come coordinare al meglio le risorse comuni. Il primo ministro ha inoltre tenuto ulteriori consultazioni con gli alleati nella regione del Golfo. Continueremo a collaborare con i settori della navigazione, delle assicurazioni e dell’energia per ristabilire la fiducia in questa rotta il più rapidamente possibile . L’Iran deve cessare immediatamente tutte le attività di posa di mine, gli attacchi con droni e ogni altro tentativo di bloccare il traffico commerciale nello Stretto”. Non è chiaro se l’Unione europea parteciperà in qualche modo alla conferenza presieduta dal presidente francese Macron e dal premier britannico Starmer. Una portavoce della Commissione Ue ha però ricordato, riprendendo le più recenti dichiarazioni di Ursula von der Leyen, che: “l’apertura dello Stretto di Hormuz è di un’importanza cruciale. L’Unione, saluta con favore tutte le iniziative annunciate dagli Stati membri, compreso un maggiore coordinamento con i nostri partner nella regione, per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la cui chiusura sta causando un danno enorme”. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz e la libertà di navigazione. Guterres, in un discorso letto al Palazzo di Vetro, ha dichiarato: “I diritti e le libertà di navigazione internazionali, incluso nello Stretto di Hormuz, devono essere rispettati da tutte le parti. E’ tempo di moderazione e responsabilità. E’ tempo di scegliere la diplomazia invece dell’escalation. E’ tempo di rinnovare l’impegno verso il diritto internazionale”. Queste iniziative e dichiarazioni si aggiungono alle trattative in corso in Pakistan con Iran e Usa dove è scesa in campo anche la Cina. Qualcosa, finalmente, si vede all’orizzonte per raggiungere la Pace nello Stretto di Hormuz aprendo nuove speranze anche per la soluzione di altri conflitti presenti nel mondo.


© Avanti!