La guerra arriva con un pieno
Prima del 28 febbraio, i mesi che avevo davanti erano abbastanza leggibili. Per lavoro avevo in programma due viaggi in Cina, stavo organizzando una riunione globale in Italia e, valutando opzioni per sedi di un evento annuale, considerando anche Dubai. In famiglia avevamo previsto le vacanze estive: qualche giorno in Grecia a giugno, poi agosto in Sicilia.
Dopo un mese di guerra, il quadro è un altro
È rimasto un viaggio in Cina, ma con partecipanti cambiati. Degli eventi globali non si parla più, e nel Golfo meno che mai. Le vacanze sono diventate incerte, da decidere più avanti. Intanto, ieri sera, alla stazione di servizio Eni di Capolago, il diesel per fare il pieno all’auto costava 2,04 euro al litro.
Le guerre si annunciano con le parole grandi. Attacchi. Missili. Ritorsioni. Ultimatum.
Poi però entrano nella vita con le parole piccole: rinviare, cambiare, aspettare, rinunciare. Non sempre arrivano con un boato. A volte arrivano con un pieno. Per un mese ho provato a seguirla giorno per giorno. All’inizio sembrava una guerra leggibile. Attacco dall’alto. Vertice colpito. Deterrenza iraniana da spezzare. Nessuna vera invasione terrestre. Un’operazione che si voleva rapida, chirurgica, risolutiva. Anche il linguaggio era quello: precisione, controllo, superiorità. Poi, poco alla volta, si è capito che il problema non era quello che stava accadendo. Era quello che non accadeva. Il regime iraniano non cadeva. La coalizione occidentale non si ricompattava. La guerra non si chiudeva. Il “dopo” non compariva. E intanto compariva il mondo. Questa, per me, è stata la vera scoperta del mese. La guerra non ha cambiato specie nel senso in cui tanti se l’aspettavano. Non è diventata un’invasione generale. Non è diventata un nuovo Iraq. Non è diventata una vittoria rapida. Ma è diventata qualcos’altro: una forma di amministrazione del mondo.
Sembra una formula. Non lo è
Vuol dire che, a un certo punto, il centro della guerra non sono più soltanto i missili. Sono i passaggi obbligati. Gli stretti. I terminali. I porti. Le........
