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Suoni di Marca va verso l’addio: «Costi e impegno ora insostenibili»

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25.07.2026

«Avremmo voluto salutarci con la promessa concreta, come da tradizione, di rivederci l’anno prossimo, ma purtroppo non sarà così».Paolo Gatto, direttore artistico di Suoni di Marca, lo dice esplicitamente: quella che si chiude sabato 25 luglio potrebbe essere stata l’ultima edizione di Suoni di Marca.

«Il futuro di Suoni di Marca non è scontato. In poche parole: alle condizioni attuali, un festival gratuito, a offerta libera, inclusivo, accessibile e di qualità non è più economicamente sostenibile in autonomia. I numeri parlano chiaro: 43.000 presenze nel corso delle sedici sere in calendario sono un numero nettamente basso rispetto alle edizioni passate. Ma le difficoltà sicuramente non sono circoscritte al numero di presenze, le problematicità sono più radicate. Si pensi ai vari soggetti coinvolti e alle spese che stanno alla base di ogni singolo concerto oltre a quelle per l'artistico: sicurezza, protezione civile, servizio sanitario, forniture idriche ed elettriche, occupazione del suolo pubblico, Siae, affissioni, promozione, tecnici, lavoratori, strutture, allestimento audio-luci, e tanto altro.

Quantificando tutte queste spese, nemmeno l’offerta all’ingresso che negli ultimi giorni è stata caldeggiata sarebbe comunque possibile per sostenere una sola giornata di festival. Tutti costi e rischi economici, questi, che non possono essere affrontabili in autonomia».

Dall’organizzatore arriva poi un attacco diretto alle istituzioni locali: «Un’autonomia dettata anche da un graduale e inesorabile distacco da parte delle istituzioni che hanno lasciato al Festival oneri sempre più gravosi. In tal senso il contributo e il supporto degli sponsor sopracitati si è invece rivelato determinante per continuare fino a qui. Tutto ciò però non basta. Per questo rivolgiamo una richiesta chiara alle istituzioni: servirà un sostegno economico e organizzativo più concreto e proporzionato al valore culturale e sociale, e all’indotto turistico che il festival genera per la città e per il territorio. La richiesta non è di un intervento occasionale, ma di un supporto effettivo dato da un riconoscimento maggiore a Suoni di Marca in quanto patrimonio culturale. La volontà di continuare c’è, ma la volontà, da sola, non basta. Vogliamo che Suoni di Marca resti il festival dell’estate, accessibile, gratuito, alla portata di tutti e sostenibile. Un luogo d’incontro e di comunità, garantendo allo stesso tempo qualità artistica, sicurezza e rispetto per l’ambiente e per il lavoro di tutte le persone coinvolte. L’invito è rivolto anche........

© Tribuna di Treviso