menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La recruiter della Gen Z: «Ascolto ed elasticità, ecco cosa cercano i giovani sul posto di lavoro»

31 0
20.05.2026

Si dice che a far più paura sia ciò che non si conosce. I giovani, oggi, un po’ di paura alle aziende la fanno. Paura fatta anche di luoghi comuni. Il primo: non hanno voglia di lavorare. «Si tende a fare di tutta l’erba un fascio. Chi non ha voglia di lavorare c’è tra i ventenni come tra i cinquantenni, ma a colpire sono solo i primi. Va fatto un percorso culturale sui datori di lavoro, e lo strumento è il dialogo con i giovani».

Giorgia Bortolin, 25 anni, recruiter dell’agenzia per il lavoro Maw, ha l’età dei ragazzi che accompagna verso un’occupazione. È da questa prima linea che racconta cosa cercano gli under in un datore di lavoro e viceversa, e come il ruolo dell’agenzia per il lavoro stia cambiando, da intermediazione a consulenza strategica.

Entro il 2030, la Generazione Z costituirà un terzo della forza lavoro globale. Attirarla e trattenerla è oggi la sfida principale per le imprese. Secondo lo European workforce study 2025 di Great place to work, il 40% dei dipendenti italiani intende cambiare lavoro entro l’anno, con la Gen Z in testa per propensione alla mobilità. La permanenza media dei giovani nei primi cinque anni di carriera è scesa a 1,1 anni, quattro volte meno rispetto ai baby boomer. «La quantità di giovani che oggi cercano lavoro è elevata, quello che vedo io è che i ragazzi cercano aziende in cui è possibile fare percorsi di crescita professionale e hanno aspettative di stabilità».

I........

© Tribuna di Treviso