Piano Borghi, PNRR, ripopolamento: com’è andata a finire?
L’avevano chiamata lotteria l’assegnazione a pioggia di 20 milioni di euro su ognuno dei Comuni scelti dalle rispettive Regioni per partecipare alla linea A del Piano Nazionale Borghi voluta dal ministro della Cultura Franceschini, totale 420 milioni. Era il marzo 2022.
Più o meno tutti i giornali avevano descritto così l’assegnazione dei fondi PNRR messi in campo dal Governo per i 20 Comuni candidati al bando col rispettivo progetto di riqualificazione e rigenerazione: scopo del ministero dare sostegno allo sviluppo economico e sociale di luoghi. Ma la lotteria vive di fortuna per chi la vince e di invidia per chi la perde, sposterei il discorso su un altro piano: nella classicità il fato era prerogativa divina e il destino nelle mani dell’uomo. Siamo tornati a vedere, a distanza di quattro anni, cosa ne ha fatto l’uomo del suo destino, ora che la UE chiede conto, entro metà 2026, dei fondi stanziati da un’Europa che non regala niente.
SenzaFiltro, al tempo del Piano Nazionale Borghi del 2022, scelse una via diversa dalla polemica e dedicò un intero mensile titolandolo Non chiamateli borghi perché le aree interne hanno bisogno di paesi fatti di gente che resta e investe su testa, cuore, competenze, relazioni, non su turisti di passaggio che, pur consumando e alimentando le microeconomie locali, scattano solo foto da postare sui social a proprio uso e consumo. Senza i servizi essenziali – che drenano risorse economiche e richiedono tempo per essere implementati: collegamenti e trasporti, sanità, scuola, rete; il lavoro arriva solo dopo – quella gente transita e se ne va, non radica storie nuove, e parlare di rigenerazione è solo un bluff. A noi sembra che il Piano di Franceschini fosse più culturale che strutturale e avesse più buchi che sostanza, figlio di un’idea-cartolina dell’Italia vista in piccolo.
Stavolta abbiamo indagato se la politica nazionale sia o meno capace di disegnare bene il quadro per la politica locale quando mette in campo progetti di simile portata, vendendoglieli come soluzione economica che tutto può. La risposta è no, dal centro alle Regioni manca il contatto con la realtà e i soldi non fanno tutto: ve lo spieghiamo a più voci.
Col mensile andammo a vedere coi nostri occhi i Comuni assegnatari, provando a immaginare che effetto avrebbero fatto tutti quei soldi addosso: intuimmo subito che non sarebbero stati la fortuna che da fuori molti immaginavano.
I 20 milioni di euro, per la Toscana, sono andati in provincia di Arezzo a Castelnuovo d’Avane – Castello, per chi c’è nato o cresciuto, quando parli con loro; un pezzo del Comune di Cavriglia, storia di minatori e di lignite, un paese traslato di qualche decina di chilometri perché a forza di scavare erano venuti giù i terreni e le speranze; non da ultimo la storia di un luogo segnato da uno degli eccidi più cruenti d’Italia. A distanza di quattro anni riprendo il filo col sindaco Leonardo Degl’Innocenti O Sanni, che avevo lasciato dopo una lunga intervista.
A caldo – il bando era stato vinto da poco – mi aveva spiegato che la vostra fortuna era avere già la proprietà di tutte le case abbandonate in paese, poterle gestire fin da subito, aspetto che avrebbe messo in difficoltà la maggior parte degli altri enti vincitori. È andata così, quattro anni dopo?
La lungimiranza, in politica, è tutto: è andata così. Già nel 2003, a quel tempo il sindaco era Enzo Brogi, il Comune aveva ricomprato non solo gli immobili ma l’intero borgo dal Enel, che gestisce la centrale termoelettrica e collabora da tempo alla riqualificazione dell’area mineraria. Poi, nel 2012, anche il primo cittadino Ivano Ferri fece un passo rivelatosi cruciale nel lungo periodo, iniziando i lavori di recupero della parte sommitale del paese. Ciononostante, la grande difficoltà nel gestire il bando è stata non solo nell’esecuzione dei lavori, ma nella progettazione e programmazione. Nel nostro caso gli edifici erano in larga parte implosi su loro stessi, quindi erano franati, e la parte franata era stata ricoperta dalla vegetazione. Quando........
