menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Dodici luglio 2016, una data dolorosamente incisa nel cuore

29 0
12.07.2026

12 luglio 2026: oggi ricorre il decimo anniversario del disastro ferroviario sulla tratta Andria-Corato, in cui persero la vita 23 persone e 50 rimasero ferite. Una data dolorosamente incisa nel cuore di tutti perché quella tragedia ha devastato familiari, colleghi, amici delle vittime e soccorritori: persone che tutte le comunità hanno stretto in un forte e solidale abbraccio che lenisse il dolore.

Questa mattina, ad Andria, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella si terrà la cerimonia di commemorazione.

Dopo la deposizione della corona davanti alla stele commemorativa posta sulla facciata della stazione centrale, alle 11.05 sarà osservato un minuto di silenzio, cui seguiranno ventitré rintocchi delle campane e la lettura dei nomi delle vittime. A concludere la cerimonia i discorsi istituzionali della sindaca Giovanna Bruno e del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.

Ripercorriamo, attraverso articoli dell’epoca e più recenti, quei momenti dolorosi, le iniziative per ricordare chi è stato strappato alla vita e le tappe processuali.

Scontro fra treni nel tratto Andria-Corato: 23 morti

Tragedia sui binari della Bari nord. Poco dopo le 11 di questa mattina si è verificato uno scontro fra due treni, nel tratto a binario unico fra Corato e Andria. I mezzi erano composti da quattro carrozze, le prime due di entrambi sono state coinvolte nell’incidente.

Sul posto i Vigili del fuoco e i mezzi del 118. Nello scontro sono morte 23 persone. Si contano circa 50 feriti. Un bambino di sei anni è stato estratto vivo dalle lamiere e portato via in elicottero. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli agenti della Polfer e i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che controlla le Fnb in concessione.

Poiché lo scontro è avvenuto in aperta campagna, le operazioni di soccorso risultano molto difficili. In difficoltà anche i pullman inviati per il trasporto dei viaggiatori incolumi, in preda al panico.

Il racconto dei vigili del fuoco

I vigili del fuoco fecero parte dell’imponente macchina dei soccorsi – intervennero 118, polizia locale, guardia di Finanza, Corpo forestale e carabinieri – che partì non appena si ebbe notizia della tragedia.

Sono le ore 11.06 del 12 luglio 2016 «e nel bel mezzo della campagna andriese in mezzo agli uliveti, al km 51 della ferrovia Bari-Barletta, tra la stazione di Andria e quella di Corato, un terribile rumore rompe il silenzio tipico della zona.

Sono le prime foto aeree effettuate in elicottero dai vigili del fuoco a dare realmente idea di cosa fosse successo e soprattutto della violenza dell’incidente: due treni regionali, ciascuno dei quali composto da quattro carrozze, che viaggiavano a velocità sostenuta in direzioni opposte ma sullo stesso binario, si sono scontrati frontalmente.

L’incidente si è verificato su una curva affiancata da uliveti, il che non ha consentito ai macchinisti alcuna possibilità di avvistamento dell’altro convoglio, in modo da poter attivare la frenata di emergenza e tentare di evitare la collisione. Dalle foto scattate dai vigili del fuoco si evince ciò che rimane dei vagoni più direttamente coinvolti: solo pezzi di lamiera sparsi ovunque. Uno dei treni ha soltanto due vagoni rimasti quasi intatti, l’altro soltanto l’ultimo, quello di coda.

Il Corpo dei vigili del fuoco è stato fra i primi ad intervenire con le sue squadre e, nonostante le operazioni di soccorso si fossero ben presto rivelate particolarmente complicate mancando una strada di accesso al luogo dell’incidente, alle ore 13.00 già contava sul posto 45 dei suoi vigili e 17 mezzi di soccorso. Ben presto gli uomini diventarono 53 e i mezzi 18, grazie anche all’aiuto dei comandi limitrofi di Bari, Foggia, Brindisi, Matera, Caserta ed Avellino.

Per 32 ore consecutive, fino alle ore 20 del 13 luglio, i vigili del fuoco operarono senza interruzione tra le lamiere con attrezzature speciali e macchine operatrici, gruppi da taglio a motore e oleodinamici, lance termiche e con nuclei cinofili per attività di ricerca. Il triste bilancio finale fu di 23 morti e di 50 passeggeri feriti».

Tra coloro che hanno perso la vita c’è il 15enne ruvese Antonio Summo «musicista e sognatore». Poi Giuseppe Acquaviva, che stava potando un ulivo nel fondo di sua proprietà, vicino al punto dello scontro ed è stato colpito dai rottami; Serafina Acquaviva, Maria Aloysi, Alessandra Bianchino, Rossella Bruni, Pasqua Carnimeo, Enrico Castellano, Michele Corsini, Salvatore Di Costanzo, Giulia Favale, Iolanda Inchingolo, Benedetta Merra, Donata Pepe, Maurizio Pisani, Giovanni Porro, Fulvio Schinzari, Ludovico Francesco Tedone e Gabriele Zingaro. Poi ci sono il macchinista Pasquale Abbasciano, il ferroviere Luciano Caterino, il capotreno Albino De Nicolo e il capostazione Nicola Gaeta.

Antonio Summo, la vittima più giovane

Dopo lo choc, oggi è il giorno del lutto. Fra le comunità che piangono i loro morti c’è anche la città di Ruvo, che ha perso, incredula e sconcertata, un figlio di soli 15 anni.

Sono in tanti ad esprimere il proprio sentito pensiero per il giovane Antonio Summo, deceduto nel terribile scontro ferroviario di ieri mattina fra Corato e Andria.

In primis il sindaco Pasquale Chieco, recatosi personalmente all’obitorio del Policlinico di Bari per stare accanto ai parenti, che sul suo profilo fb definisce quella di ieri «una giornata che nessun genitore dovrebbe vivere». 

«In questo momento il dolore per le persone che hanno perso la vita e la vicinanza alle loro famiglie è più forte di ogni altro pensiero. So di esprimere il comune sentire della nostra città che in queste ore tristi piange la morte del giovane Antonio Summo e delle tante altre persone che irragionevolmente e inaccettabilmente in questa immane tragedia hanno perso la vita», ha concluso.

Vicinanza espressa anche dai ragazzi del Talos festival, sempre attraverso i social. Antonio era infatti un promettente musicista. «Antonio studiava tromba e aveva appena fatto la prova d’ammissione a Bari per studiare in Conservatorio, dimostrando talento e motivazione – scrivono -. Lo stesso nostro direttore artistico, Pino Minafra, aveva personale conoscenza con Antonio… Cosa si può dire di fronte a tali assurde tragedie? Niente», è l’amara conclusione.

A questi si aggiungono i messaggi di tantissimi cittadini ruvesi, che in queste ore si stringono affettuosamente alla famiglia del ragazzo. Un cordoglio al quale si unisce anche tutta la redazione di RuvoLive.it. 

Fiaccolata silenziosa e proclamazione del lutto cittadino

«Nel pomeriggio di oggi ho emanato l’ordinanza sindacale n.15/2016 di proclamazione del lutto cittadino in concomitanza dei funerali del nostro giovane concittadino Antonio Summo vittima del disastro ferroviario di ieri». Le esequie si terranno con ogni probabilità sabato. Fino ad allora, saranno «esposte le bandiere a mezz’asta e sospese tutte le manifestazioni pubbliche eventualmente programmate. In questo modo ho ritenuto di esprimere in forma solenne il dolore e il cordoglio per la prematura e tragica scomparsa di Antonio che resterà per sempre nei nostri cuori». L’ha annunciato ieri sul suo profilo facebook il primo cittadino Pasquale Chieco.

Il sindaco, in serata, ha anche partecipato alla fiaccolata che si è tenuta per le vie della città, nata in maniera spontanea da un tam tam sui social e sui telefonini. Alcune centinaia di persone si sono riunite in piazza Matteotti e hanno sfilato in segno di solidarietà e vicinanza ai genitori e ai parenti del giovane musicista ruvese, ma anche delle altre vittime della tragedia. Chieco l’ha definita «partecipata, composta e silenziosa, quasi a contrastare le troppe parole di queste ore, spesso inutili o inadeguate». Un modo per «manifestare la commozione e il cordoglio di una comunità che sente la necessità di stringersi attorno alla famiglia di Antonio e condividerne il dolore. Mai avrei voluto rappresentare la mia città in un momento così........

© RuvoLive