La premier e le tensioni. “L’instabilità geopolitica è diventata la normalità”
La presidente del Consiglio e leader di FdI, Giorgia Meloni, 49 anni
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Roma, 19 aprile 2026 – Lo stretto di Hormuz che si apre e poi si richiude è la metafora della situazione internazionale e, di riflesso, di quella economica, con cui il governo deve fare i conti: una stagione politica in cui “l’instabilità sta diventando la nuova normalità”. Certo, chiosa la premier Giorgia Meloni, “non siamo stati fortunati” ma “siamo al lavoro ogni minuto per la stabilizzazione” di un quadro che “cambia continuamente”. “Mentre venivamo qui – dice davanti alla platea, tradizionalmente non ostile, di Federalberghi – l’Iran ha annunciato di voler richiudere lo stretto di Hormuz”. La linea è chiara: le navi torneranno “quando sarà possibile”, dopo il cessate il fuoco.
Agli albergatori, ennesima categoria messa a dura prova dal momento, che la ascoltano all’Eur e la applaudono più volte, la presidente del Consiglio non nasconde le difficoltà – anche e soprattutto per un settore delicato come quello del turismo – ma è convinta che il Paese ce la possa fare: “Affrontiamo la più difficile congiuntura degli ultimi anni con la consapevolezza – dice - che anche in questo contesto dimostreremo di che pasta siamo fatti”.
È un argomento caro alla premier, “la nostra storia parla per noi, nelle fasi più complicate abbiamo dato il meglio di noi stessi. Quando le cose funzionano troviamo sempre qualcosa di cui lamentarci, quando non vanno più così bene – ragiona - smettiamo di lamentarci, cominciamo a resistere, a camminare e poi ci scopriamo a correre”. È successo anche durante la pandemia da Covid 19: “Sembra ormai trascorsa un’eternità dalla pandemia” ma, aggiunge, “io ricordo bene il contributo che questo settore ha assicurato alla nazione quando c’è stato bisogno di avere le strutture che servivano agli italiani che si trovavano in quarantena”.
Dopo l’attacco di Trump alla premier, si sono riannodati i fili tra Palazzo Chigi e la coalizione dei volonterosi: l’Italia, nell’ambito della missione difensiva concordata venerdì a Parigi, è pronta a fare la sua parte. A condizioni ben precise: con un cessate il fuoco permanente e previa autorizzazione parlamentare, come hanno già chiesto le opposizioni. Qualunque iniziativa, ribadiscono in coro i leader del campo largo, deve avvenire sotto l’ombrello dell’Onu. L’impegno, insiste Meloni, è quello di lavorare “insieme” “per tornare a garantire la libertà di navigazione in un quadrante che è di estrema importanza non solo per noi ma per molti Paesi al mondo in un domino che parte da energia, petrolio, gas e arriva ai fertilizzanti”. Dell’approvvigionamento il governo, rivendica Meloni, si sta occupando “da quando è scoppiata questa crisi” e la prossima tappa è il viaggio in Azerbaijan.
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