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Cos’è il Berlin Heart, il cuore artificiale che “avrebbe potuto salvare” il piccolo Domenico /

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12.09.2026

Cos’è il Berlin Heart, il cuore artificiale che “avrebbe potuto salvare” il piccolo Domenico

Cos’è il Berlin Heart, il cuore artificiale che “avrebbe potuto salvare” il piccolo Domenico

Secondo la superperizia degli esperti, l’impianto di un dispositivo di assistenza ventricolare avrebbe potuto mantenerlo in “condizioni idonee a renderlo candidabile al ritrapianto”. Il bimbo fu invece collegato all’Ecmo e dopo due mesi morì

La mamma Patrizia Mercolino con il figlio Domenico Caliendo

La perizia degli esperti sembra ‘ribaltare’ la storia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto lo scorso febbraio al Monaldi dopo il trapianto di un “cuore bruciato” dal ghiaccio secco usato durante il trasporto da Bolzano a Napoli. Dopo il trapianto – che fu eseguito il 23 dicembre 2025 nonostante il nuovo organo fosse gravemente compromesso – il bambino venne collegato all’ECMO, la tecnica di circolazione extracorporea che sostituisce temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni quando sono gravemente compromessi. Ma, secondo i periti, non fu la scelta corretta per il piccolo Domenico. 

La super perizia di 553 pagine – firmata dai tre esperti nominati dal gip di Napoli, Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini — individua proprio nella gestione successiva al trapianto uno dei passaggi critici. Secondo la relazione dei periti, se Domenico fosse stato collegato entro 72 ore a un Berlin Heart (VAD), avrebbe potuto essere mantenuto nelle “condizioni idonee a renderlo candidabile all'intervento chirurgico di ritrapianto, in attesa del cuore”. E con il VAD, “la probabilità di sopravvivenza sarebbe stata significativa”, confermano i periti del tribunale.

"Diversamente – continua la perizia – il mantenimento dell'Ecmo oltre il lasso temporale consigliato dalla letteratura di settore determinava, inevitabilmente, il progressivo instaurarsi di complicanze sistemiche, tali da deteriorare il quadro clinico e rendere il paziente non più candidabile a trapianto cardiaco, come verificatosi nel caso di specie”. E, dopo due mesi di agonia, il piccolo Domenico si è spento in ospedale accanto a mamma e papà. 

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