Uccise la compagna Eleonora Guidi, l'esito della perizia: “Non è pericoloso”. E Lorenzo Innocenti resta libero
Lorenzo Innocenti e i rilievi dei carabinieri nell'abitazione a Rufina dove Eleonora Guidi fu uccisa l'8 febbraio dell'anno scorso
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Firenze, 10 marzo 2026 – Lorenzo Innocenti, l’architetto indagato per il femminicidio della sua compagna, Eleonora Guidi, uccisa l’8 febbraio dell’anno scorso nella loro abitazione a Rufina, non è capace di affrontare il processo. È la conclusione a cui è giunto il collegio di periti nominati dal giudice, Alessandro Moneti: tradotto, significa che Innocenti, che dopo le 27 coltellate tentò di togliersi la vita gettandosi dall’ultimo piano della palazzina di via Cesare Pavese, non potrà essere sottoposto ad alcuna misura.
Neanche di sicurezza: i periti (i dottori Rolando Paterniti, Beatrice Defraia, Antonella Notarelli) non hanno ravvisato neppure la sua pericolosità sociale. In questo momento, Innocenti, 38 anni, difeso dall’avvocato Patrizio Fioravanti, si trova “libero“ nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Ponte a Niccheri.
L’amarezza della famiglia di Eleonora Guidi
Enorme la delusione dei familiari di Eleonora Guidi. I loro legali, gli avvocati Mario Taddeucci Sassolini e Jacopo Piccioli, promettono battaglia all’udienza fissata a fine mese in cui, alla presenza dei consulenti di parte, verranno discusse le conclusioni del pool del tribunale. Ma è un’impresa tutta in salita. Per i periti, Innocenti presenta diversi deficit “derivanti dal grave traumatismo cranico”, conseguenza del tentativo di suicidio.
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Un’altra revisione tra 12 mesi e la struttura nel Lazio
La condizione del 38enne verrà rivalutata tra 12 mesi perché potrebbe essere “temporanea e suscettibile di miglioramento a seguito di idoneo ed intensivo percorso riabilitativo da effettuarsi necessariamente in un centro specializzato, anche fuori Regione”. Si mormora che potrebbe essere stata individuata una struttura idonea al suo percorso in Lazio.
Esclusa la pericolosità sociale “intesa come possibilità di reiterazione del reato”
Non è chiaro neanche se Innocenti, secondo Paterniti-Defraia-Notarelli, fosse capace d’intendere e di volere al momento del delitto che gli viene addebitato: “E’ possibile unicamente avanzare delle ipotesi che tuttavia non escludono ulteriori ricostruzioni che potrebbero emergere anche successivamente qualora, a seguito del periodo di riabilitazione proposto, rievocasse ulteriori eventi o fatti”. In ultimo, è stata esclusa dai periti anche la pericolosità sociale “intesa come possibilità di reiterazione del reato”. Una condizione ritenuta “del tutto assente” alla luce anche dell’osservazione del suo comportamento degli ultimi mesi in ospedale.
L’esito di questa ulteriore perizia ricalca quello della precedente: di fronte alle domande dei medici, Innocenti non aveva saputo rispondere né dare una sua ricostruzione in merito a ciò che sarebbe accaduto nella casa della coppia, alla presenza del loro figlio di pochi anni, quella mattina. Anzi, aveva escluso che lui potesse essere il responsabile.
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Dopo più di un anno di indagini, non è ancora emerso il motivo che avrebbe fatto scattare la scintilla omicida all’interno di quella coppia all’apparenza perfetta e senza problemi.
Il delitto scattò la mattina presto, mentre Eleonora stava preparando il caffè. L’assenza di ferite da difesa, su un corpo martoriato dalla lama di un coltello preso dal ’ceppo’ della cucina, fa pensare che la donna sia stata colta di sorpresa, da un gesto che mai si sarebbe aspettata.
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