Il mistero della donna decapitata: Silke, l’invisibile senza più passato. All’ex Cnr fiori e pensieri per lei
Firenze, 23 febbraio 2026 – Rose, tulipani, mimose e qualche messaggio di affetto per Silke alla rete che delimita l’area dell’ex Cnr.
Intorno, al parco dell’Acciaiolo di Scandicci corrono i cani e i loro padroni. Qualcuno si ferma, allunga l’occhio oltre le transenne di un’area adesso sotto sequestro, restio a pensare che dentro quella cascina, diroccata sì ma pur sempre immersa in un tranquillo contesto urbano, si sia consumato tanto orrore.
Eppure, le indagini dei carabinieri che hanno portato al fermo del 30enne marocchino Issam Chilh, vanno proprio in quell’unica direzione. L’orrore, appunto. Delirio e crudeltà contraddistinguono gli elementi raccolti sinora e condensati nell’atto di fermo applicato dalla procura nei confronti dello straniero, ricoverato da martedì sera all’ospedale di Torregalli, dove continua ad essere piantonato.
Nella mattina di lunedì 23 febbraio ci sarà l’udienza di convalida davanti al giudice Roberta Di Maria, durante la quale il pm Alessandra Falcone snocciolerà gli indizi che hanno suggerito l’emissione del provvedimento e ispireranno la richiesta di custodia cautelare in carcere: si apprende, nonostante il riserbo degli inquirenti, che la felpa insanguinata ritrovata nei pressi del cadavere è uguale a quella con cui il marocchino è stato immortalato da varie telecamere del territorio scandiccese. Chilh era conosciuto ai carabinieri: ogni giorno si recava in caserma a firmare. E forse c’è andato anche dopo aver ammazzato la povera Silke.
Ma se il marocchino, e il suo cane – uno staffordshire piuttosto aggressivo, che mercoledì scorso, al momento dell’intervento dei carabinieri, è stato trovato a ringhiare sul cadavere decapitato – erano due figure “note” pure per i frequentatori del parco e dell’area per quattrozampe, l’aggettivo invisibile sembra il più adatto a descrivere la vita d’emarginazione di Silke Sauer. Altri homeless non si ricordano di lei. Sconosciuta anche alle associazioni che procacciano cibo e vestiti ai senza fissa dimora.
La fuga dalla Germania
Secondo fonti investigative, Silke Sauer, nata nel 1982, sarebbe originaria di Bonn. Qui, avrebbe un marito e due figli, che non la vedevano più, però, da diversi anni: le sue ultime tracce in Germania risalgono al 2019-2020. Poi, quella Silke è sparita, cancellando i profil social, non lasciando dietro di sé neanche un’immagine. La sua fuga dalla terra natia potrebbe averla portata in Italia. Una donna con le stesse impronte di digitali del cadavere di Scandicci, è stata fotosegnalata a Roma lo scorso anno. Non aveva documenti, disse di chiamarsi Silke Sauer. Forse non mentiva. I carabinieri stanno lavorando con l’ambasciata tedesca a Roma per completare l’identificazione.
