Chiara Braga (Pd): “Capitale da coltivare. Primarie di coalizione per il candidato premier? Pronti da tempo”
Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera
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Roma – È in piazza anche Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera. Ha seguito il drappello che, dopo la conferenza stampa della segretaria Elly Schlein al Nazareno, ha raggiunto prima piazza Barberini poi piazza del Popolo. Perché va bene le interviste e le analisi del voto, ma una vittoria di popolo va festeggiata col popolo, possibilmente nell’omonima piazza.
Braga, un risultato così roseo, sia sincera, non ve lo aspettavate.
"Quello consegnatoci dagli italiani è un risultato netto. Ci dice con estrema chiarezza che non si può stravolgere la Costituzione a colpi di maggioranza, con il solo obiettivo di incidere sull’equilibrio dei poteri e sull’autonomia della magistratura”.
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Ma era davvero questa la posta in gioco per lei?
"Era questa, e non ha funzionato”.
Molti i giovani alle urne, per un quesito in realtà molto tecnico. Neanche questo vi aspettavate...
“I giovani sono stati determinanti e hanno dimostrato l’attualità e l’attaccamento alla nostra Carta costituzionale che resiste a distanza di 80 anni. Il loro apporto è stato importante nonostante il governo ha cercato di limitarlo in tutti i modi”.
Si riferisce al voto negato ai fuorisede?
"Non dovrà accadere più: quando saremo al governo sarà una delle nostre prime leggi”.
Anche lei, come Schlein, non dubita dunque del fatto che vincerete voi.
“L’altissima partecipazione a questo referendum e la vittoria schiacciante del No sono un capitale politico da coltivare proprio in funzione delle Politiche”.
Ma è sicura che fossero tutti elettori di sinistra?
"Un dato ineludibile è che il Pd sia stato un motore di questo voto fin dall’inizio. Dunque i nostri elettori sono parte attiva in questo risultato”.
E nonostante vi foste divisi tra sostenitori del Sì e del No anche all’interno del partito hanno votato compatti.
“Personalmente non avevo mai avuto dubbi. Il Pd è stato unito nella battaglia contro questa riforma in Parlamento, in tutti i passaggi, e bene ha fatto la segretaria Schlein a sposare convintamente le ragioni del No. Nel corso della campagna elettorale ho trovato sul territorio un popolo convinto e mobilitato. Usciamo da questa campagna referendaria ben consapevoli della nostra forza e del nostro radicamento”.
Quali argomenti hanno funzionato?
"Credo soprattutto la serietà con cui noi, le altre forze politiche e i comitati abbiamo spiegato l’essenza della riforma e disvelando il vero obiettivo, quello di modificare la Costituzione per limitare l’autonomia della magistratura. Motivazioni che hanno convinto anche molti elettori non di sinistra, anche all’interno della stessa Forza Italia, a votare No. Migliorare la giustizia per i cittadini dovrà essere parte della nostra proposta politica alternativa”.
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Ma l’analisi può essere anche un’altra: gli italiani non vogliono una riforma della giustizia.
“Ma questa non era una vera riforma della giustizia! Gli italiani lo hanno capito. Una vera riforma della giustizia punta a investimenti sulla tecnologia e sul personale dei tribunali, ed è ciò che ci impegniamo a fare noi”.
I toni però nel Paese si sono esasperati. Resteranno scorie?
"L’esasperazione dei toni è arrivata da parte di chi, in questi mesi, ha tentato in tutti i modi di delegittimare l’azione e l’operato della magistratura. Credo che questa sia una responsabilità molto grave. Viceversa, a dispetto dell’odio sparso per mesi, si è palesato un popolo che crede e ha fiducia in una magistratura libera e indipendente”.
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“Noi abbiamo sempre detto che siamo pronti a ragionare insieme agli altri alleati sui tempi e sulle modalità per individuare un candidato o una candidata premier. Per il Pd le primarie sono sempre state un’ipotesi possibile ed Elly Schlein si è detta pronta a farle da tempo. Naturalmente il lavoro deve continuare anche in Parlamento, per costruire un’alternativa credibile e unitaria di governo del Paese”.
Si aspetta dimissioni nel governo?
"Noi batteremo Meloni alle prossime elezioni per la gravità dei comportamenti di chi ha ruoli fondamentali. Ad esempio all’interno del ministero della Giustizia”.
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