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Perché le tartarughe azzannatrici aliene ‘invadono’ la Palude di Torre Flavia (Ladispoli): “Ecco come saranno catturate”

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26.03.2026

Nella Palude di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri, sono stati trovati quattro esemplari di tartaruga azzannatrice del genere Chelydra serpentina (foto Corrado Battisti)

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Roma, 24 marzo 2026 – Alieni nella Palude di Torre Flavia, 40 ettari di natura tra Ladispoli e Cerveteri, gestita da Roma Capitale. Un’invasione di tartarughe azzannatrici, specie alloctone e dannose. 

Corrado Battisti, il naturalista responsabile della gestione, se lo spiega così: “Ormai tre anni fa avevamo rinvenuto una Chelydra serpentina, specie alloctona originaria del Nord America, probabilmente era stata liberata”.

Cosa sono le tartarughe azzannatrici

“Sono animali pericolosi, hanno un morso micidiale – ricorda -. C’è sempre il rischio che chi non le conosce si avvicini per accarezzarle. Naturalmente avevamo rimosso quella prima tartaruga azzannatrice, portandola in un centro autorizzato con i carabinieri del nucleo Cites. Era una femmina, probabilmente aveva deposto le uova. Non ci spieghiamo altrimenti come mai ne abbiamo trovati altri tre esemplari,  sembra che possa essercene almeno un quarto e poi chissà. Cosa molto anomala. Questi animali sono proibiti, non si possono allevare. Chi li ‘colleziona’ non ne libera così tanti in poco tempo in una stessa area”. 

Perché l’invasione nella Palude di Torre Flavia

Ma perché le tartarughe, aliene e non, vengono abbandonate nella Palude? “Perché è il posto più comodo – osserva il responsabile di Torre Flavia -. In passato è stata trovata una tartaruga azzannatrice addirittura a Roma, in una fontana. Noi nella palude le scopriamo lungo i sentieri, dove passa la gente. Le tartarughe sono animali a sangue freddo. Quindi appena c’è una giornata di sole devono riscaldarsi”.

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Cosa succede ora: il piano di cattura e le ‘zattere solari’

Per evitare pericoli, è già scattato un piano di cattura “per l’eradicazione. Abbiamo ottenuto un finanziamento e sistemeremo delle gabbie, sono vere e proprie zattere ‘solari’. Nel corso degli anni abbiamo trovato tartarughe di sette specie diverse. Per esempio il genere Kinosternon o del fango”.

Si abbandonano le aliene ma anche quelle comuni, che si acquistano nei negozi come la Trachemys scripta, la comune specie domestica. “L’industria del commercio di questi animali cambia continuamente protagonisti per sfuggire ai divieti – chiarisce il naturalista -. Quasi fosse il gioco del gatto con il topo”.

A questo link le info sulla Palude di Torre Flavia

La campagna di informazione

Per questo “stiamo facendo una campagna di comunicazione per aumentare la consapevolezza delle persone. Comprano tartarughe piccole, quando arrivano a 10-15 centimetri e sono mordaci le liberano nel primo stagno o palude. Da noi arrivano in continuazione. Il 90% sono di allevamento, Trachemys ma anche dalle guance rosse o gialle.  Alcune sono pericolose. Il commercio continua a farsi beffe della normativa. C’è anche un altro tipo di pubblico, quello dei collezionisti. Con i Carabinieri forestali ci aspettiamo sicuramente di trovare nella palude anche coccodrilli, anaconde e pitoni. Perché la gente continua ad allevare questi animali pericolosi e dopo un po’ si stufa e li libera”.

La Palude di Torre Flavia

La Palude di Torre Flavia, “è una zona di protezione speciale. Abbiamo ancora una piccola, residua popolazione di testuggine palustre europea, che è la nostra specie autoctona. Molto docile, non morde, è piccolina, testa nera, rara, a rischio perché sta scomparendo. E naturalmente le tartarughe aliene, molto aggressive, costituiscono un pericolo”.

Il precedente di Torino

Sono diversi i ritrovamenti di tartarughe azzannatrici in Italia. Nell’estate del 2023 in un canale del Torinese era stato scovato un pericoloso esemplare di Maacrochelys Temminckit, altro animale proibito e pericolosissimo. Che poi era stato consegnato al Canc di Grugliasco.

“Ecco come saranno catturate”

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