Il compleanno di Liliana Resinovich e il desiderio del fratello Sergio: “Mi piacerebbe che fosse il giorno del ritorno a Trieste” /
Liliana Resinovich: 'asfissia' è la parte comune delle consulenze dei due pm per spiegare la morte di Lilly, che arrivava però a conclusioni opposte: prima suicidio poi omicidio
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Trieste, 13 aprile 2026 – Tra qualche giorno, il 26 aprile, sarà il compleanno di sua sorella, Liliana Resinovich. “Per quella data spero che possa essere tornata a casa, al cimitero Sant’Anna di Trieste. Oggi i suoi resti sono ancora nel frigorifero di una medicina legale a Milano”.
Sergio Resinovich, fratello di Lilly, esprime un desiderio più che legittimo e umanamente comprensibile, dopo anni di indagini. Oggi sono ancora insepolti i resti della 63enne, scomparsa da casa a Trieste il 14 dicembre 2021 e trovata cadavere il 5 gennaio 2022 nel parco dell’ex manicomio, il marito Sebastiano Visintin è indagato per omicidio.
La riesumazione e la seconda autopsia
A febbraio 2024 il cadavere era stato riesumato per consentire la seconda autopsia condotta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo.
Sergio Resinovich si era appellato alla procura per avere finalmente una tomba sulla quale portare un fiore. La pm Ilaria Iozzi il 23 marzo aveva firmato il nulla osta per il seppellimento del cadavere, “con divieto di cremazione e di sottoporre la salma ad attività di studio o di qualunque genere, dovendo la stessa rimanere a disposizione per eventuali ulteriori esigenze investigative”. Aggiungendo poche indicazioni secche. Tra queste la causa e la data della morte, “asfissia meccanica esterna” e “14 dicembre 2021”, esattamente le ipotesi del team Cattaneo. Le nuove indagini – con procuratore, pm e gip nuovi – sono partite ormai un anno fa. I periti incaricati di cercare tracce su centinaia di reperti – oltre 700 i coltelli sequestrati a Visintin, che si arrangiava ad affilarli – hanno chiesto una proroga per completare il loro lavoro.
Mia sorella non voleva essere cremata
Signor Resinovich, per la nuova sepoltura troverà un accordo con suo cognato? La risposta è d’istinto: “Io con lui non desidero parlare più. E non vorrei vederlo più. La cremazione? Mia sorella non ha mai espresso questo desiderio. Anzi, diceva che avrebbe voluto essere seppellita accanto a nostra madre, Maria, che è morta nel 2012. Dopo quel lutto ci eravamo avvicinati ancora di più. Per il suo compleanno mi piacerebbe davvero che si mettesse la parola fine almeno a questo, vorrei che lei tornasse a Trieste”.
“Tabulati telefonici da approfondire”
Sulle nuove indagini, Sergio Resinovich si aspetta che siano “valutati di più i tabulati telefonici, in questa tragedia ho scoperto che la tecnologia oggi è molto è più avanzata e consente di leggere tanti dati che magari sono stati cancellati e si pensavano irrecuperabili. Spero che da lì possano emergere tracce”.
“Vi racconto com’era mia sorella Lilly”
Ma com’era sua sorella Lilly? “Molto determinata, era sempre riuscita a portare a termine quel che voleva – la ricorda Sergio -. Ma non chiedeva aiuto a nessuno, si arrangiava da sola”. Si rimprovera di non avere colto qualche segnale? “Con il senno di poi sì. Ma non ho mai avuto dubbi, Liliana è stato uccisa, non penso solo al lavoro del team Cattaneo. Ho in mente anche la foto del suo volto, con i segni evidenti delle botte. Mi hanno sempre mostrato solo una fotografia, non mi hanno mai fatto vedere il cadavere di mia sorella”.
“Il silenzio di mia figlia Veronica”
In questa vicenda, che ben presto è diventata una trama mediatica molto spettacolarizzata, c’è una persona che in sostanza è sempre rimasta lontano dai riflettori, sua figlia Veronica. “Aveva un rapporto di grande affetto con la zia – ricorda Sergio Resinovich -. All’epoca della tragedia era appena laureata, stava proprio preparando un altro dottorato”. Quel tratto di discrezione accomuna questa giovane donna, oggi 28enne, a Lilly. Riflette amaramente Sergio Resinovich: “A volte penso, essere quasi costretti ad andare in tv per chiedere giustizia… Mi chiedo: ma come è messo questo Paese?”.
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