Funerale di Giacomo Bongiorni, applausi e urla davanti al Duomo. Il feretro portato dagli amici / Diretta video
Funerale di Giacomo Bongiorni, il feretro portato dagli amici dentro al Duomo (Foto Paola Nizza)
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Massa, 18 aprile 2026 – Oggi un’intera città si ferma per dare l’ultimo saluto a Giacomo Bongiorni, il padre di 47 anni ucciso nella notte fra sabato 11 e domenica 12 aprile dopo una lite in piazza Palma a Massa.
I funerali vengono celebrati in Duomo dal vescovo Mario Vaccari. A Massa è una giornata di raccoglimento e dolore, in segno di cordoglio è stato proclamato il lutto cittadino.
Il Duomo è gremito. Migliaia le persone che si sono radunate all'esterno della cattedrale. La folla assiste in silenzio all'inizio della cerimonia funebre.
Ha inizio la cerimonia. Il vescovo invita la folla a sedersi.
Anche dentro la chiesa il feretro viene accolto da applausi e urla "Giacomo". Tante persone in lacrime.
Tra gli applausi è arrivato in Duomo il feretro di Giacomo Bongiorni. La bara, avvolta da fiori bianchi e magliette della Fiorentina (squadra del cuore del 47enne), viene sorretta dagli amici di Giacomo che indossano tutti una maglietta con scritto "Vola alto fratello Mortegian", cioè di Mirteto, il quartiere dov'è nato Bongiorni.
Mentre si attende l'inizio della cerimonia, sono centinaia le persone che si stanno radunando in centro. Via Dante, che porta alla Cattedrale, si sta riempiendo di persone. Presenti i familiari di Giacomo Bongiorni e le istituzioni, compreso il sindaco di Massa Francesco Persiani.
I tre ragazzi fermati per l'omicidio restano in cella. Lo hanno deciso due diversi giudici per le indagini preliminari - quello di Massa e quello minorile di Genova - motivando la custodia in carcere nelle rispettive ordinanze il 'pericolo di reiterazione del reato' come esigenza cautelare. Per lo studente 17enne la gip di Genova, Tiziana Paolillo, aggiunge il 'pericolo di fuga'.
Per quanto riguarda l'autopsia, eseguita a Genova, ha confermato che il decesso è riconducibile ai traumi cranici e alle emorragie provocate dai colpi subiti alla testa, oltre alla caduta. Dunque una gravissima emorragia cranica e il dissestamento della mandibola che è stata spostata dai colpi ricevuti hanno portato alla morte del 47enne.
“I nostri figli sono stati aggrediti e hanno reagito, non sono criminali. Gli adulti non avrebbero dovuto iniziare la rissa con dei ragazzi, alcuni minori, ma chiamare semmai le forze dell’ordine”. I genitori dei due ragazzi di origine rumena arrestati per la morte di Bongiorni non ci stanno e si ribellano alla gogna mediatica. E continuano a respingere le accuse. I nostri ragazzi, però, sono stati aggrediti e si sono difesi. Quel signore lì ha dato una testata a un minore e ha preso un pugno – dice Gabriel Caratusu, il papà di Alin Eduardo, il 19enne ritenuto responsabile di concorso in omicidio volontario –. Non mi dite che è morto per i colpi ricevuti. Se un bimbo di 16 anni ti dà un pugno non muori. E non cadi neanche a terra, a meno che tu non sia ubriaco o drogato“
Intanto ieri sera, "su richiesta di tanti amici di Mirteto e tutta la comunità", come aveva precisato don Stefano Lagomarsini nel suo invito social, intorno alle 21 un corteo silenzioso è partito dalla Pieve sfilando per una fiaccolata che ha avuto come meta finale l’abitazione dei genitori di Giacomo Bongiorni. Non hanno voluto mancare la mamma di Giacomo, Giorgia Fioravanti, e la compagna, Sara Tognocchi, che si sono abbracciate per strada in un commovente abbraccio. In vista delle esequie di oggi in Duomo. Da Firenze parteciperà ai funerali la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi.
Bandiere a mezz'asta sul Comune e negli edifici pubblici. Il lutto è stato proclamato dal sindaco Francesco Persiani "in segno di cordoglio e di partecipazione di tutta la città per il deplorevole e brutale episodio di violenza anche considerato lo sconcerto in città e la necessità di ribadire la contrarietà a ogni forma di violenza e di intolleranza". L’ordinanza dispone che siano esposte in segno di lutto le bandiere a mezz’asta nelle sedi comunali oltre alla sospensione delle manifestazioni e degli spettacoli pubblici. L’invito di palazzo civico ai cittadini è al rispetto e alla partecipazione al cordoglio nelle forme e modalità ritenute più opportune «evitando comportamenti che contrastino con il lutto della giornata».
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