Remigrazione, alta tensione a Prato. Cortei e piazze contrapposte
Piazza Europa a Prato occupata venerdì dai Sudd Cobas (foto Attalmi)
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Prato, 7 marzo 2026 – Giornata ad alta tensione a Prato, con piazze contrapposte e scintille già iniziate venerdì. Oggi alle 15 infatti si tiene in piazza Europa, nei pressi della stazione centrale, la manifestazione promossa dal “Comitato Remigrazione e Riconquista”, area destra estrema, al grido di “Prato rappresenta un simbolo delle trasformazioni che hanno investito molte città italiane negli ultimi anni a causa dell’immigrazione incontrollata, ed è proprio da qui che vogliamo ribadire con forza la nostra proposta di legge per la Remigrazione”.
I partiti politici di sinistra, le associazioni del territorio e i sindacati hanno annunciato due contromanifestazioni, una alle 16 in piazza delle Carceri, l’altra (promossa dal sindacato autonomo dei Sudd Cobas che negli anni ha appoggiato i lavoratori sfruttati nelle ditte a conduzione cinese) alle 15,30 in piazza Duomo.
L’occupazione a sorpresa dei Sudd Cobas di venerdì però ha sparigliato le carte: i manifestanti non vogliono sapere di abbandonare piazza Europa. C’è quindi l’ipotesi che il presidio di Remigrazione possa spostarsi in altra piazza, tra le ipotesi c’è piazza del Mercato.
La vigilia non è stata certo serena. "Abbiamo preso piazza Europa, vogliamo che diventi piazza Europa antifascista" ha detto ieri Luca Toscano, leader locale del sindacato Sudd Cobas, nello spiegare l'occupazione della piazza dove oggi pomeriggio si svolge il presidio organizzato dal Comitato Remigrazione e Riconquista
"Parole come 'remigrazione' e 'riconquista' suscitano una certa inquietudine. Ho letto con attenzione le proposte contenute nel manifesto politico che è alla base della manifestazione nazionale in programma sabato a Prato. Si vuole introdurre l'istituto della remigrazione con l'obiettivo di recuperare sovranità e identità nazionali, alla base c'è dunque un chiaro intento di autodifesa, di concezione di un mondo fermo, statico, nel quale i flussi migratori vanno ostacolati e osteggiati. Il termine 'riconquista', indicato esplicitamente tra i temi della mobilitazione convocata nella nostra città, è sintomo di una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba". Così il vescovo di Prato Giovanni Nerbini
Sette anni fa, a marzo 2019, Forza Nuova a Prato diede vita a un corteo anti migranti per il centenario della costituzione dei fasci di combattimento che innescò la reazione della sinistra con una contromanifestazione che portò migliaia di persone in piazza Santa Maria delle Carceri. Al termine della manifestazione degli estremisti di destra ci furono scontri ai giardini della stazione tra neofascisti e polizia
Ha destato non poche critiche la decisione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Prato presieduto dalla prefetta Michela La Iacona, tavolo che ha dato semaforo verde alle manifestazioni di oggi. In una nota stringatissima diffusa dalla prefettura si spiega che "sono stati esaminati e approfonditi tutti gli elementi di interesse e verranno predisposti i conseguenti servizi a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica"
Questa mattina a Prato in piazza Santa Maria delle Carceri si è svolta la cerimonia commemorativa in ricordo degli scioperi del marzo 1944 e dei 133 cittadini pratesi che vennero rastrellati per le strade e nelle fabbriche dalle truppe naziste e fasciste, per essere imprigionati nel Castello dell'Imperatore e poi deportati verso i campi di lavoro di Mathausen ed Ebensee. Dei 133 pratesi solo in 18 fecero ritorno. Presenti autorità civili e militari e l'Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti) di Prato. In ricordo delle vittime è stata deposta una corona d'alloro alla lapide ai piedi del Castello dell'Imperatore
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