Sandokan & SandoCan: oltre il sex symbol, di più. Yaman che sorpresa
Sanremo, 25 febbraio 2026 – Invece no. Uno vede Can Yaman, alto grosso e muscoloso, giacca nera e camicia nera, aperta fino all’ombelico, abbronzato che Carlo Conti sembra una maschera del teatro kabuki, e pensi: bello e tontolone. Invece no. Prima di tutto, si esprime con una proprietà della lingua italiana che metà dei rapper se la scorda. Dice "se fossi stato", "se avessi potuto", "vulnerabilità". E anche sul palco si dimostra disinvolto: nell’incontro con il primo Sandokan, Kabir Bedi – 50 anni dividono le due fiction – è divertente e disinvolto.
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"Come mi sono preparato? Non pensando, altrimenti mi preoccupo. Spero di non combinare pasticci". Inevitabile toccare la corda del fermo di polizia in Turchia: "Era un controllo antidroga di routine, ti fermano e, se risulti negativo, ti lasciano andare. Non c’è mai stato un “caso“". A grande richiesta delle colleghe confessa: "Sono single. Avete qualcuno da propormi?" Inutile dirlo, Sandokan è entrato nel cuore degli italiani, già si prevede una seconda stagione ma non subito. "Avremmo dovuto (condizionale perfetto! ndr) girare in estate, ma – visto il successo – le riprese sono state rimandate per cercare di incrementare il budget. Mi spiace, perché preferisco girare tutto di seguito, se si aspetta gli attori invecchiano, dovrò dimagrire di nuovo, oggi peso 100 chili e dovrò scendere a 85. I tempi lunghi delle produzioni in Europa non mi piacciono". Annuncia: "Ora sto girando in Spagna un , poi quest’estate tornerò in Italia per una sit-com, Bro’, prodotta dalla Lux Vide (la stessa di Sandokan, ndr)".
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Can Yaman e l’Italia: "A Istanbul ho frequentato il liceo italiano, però fino a cinque anni fa non conoscevo il Festival di Sanremo. Venendo a vivere qui mi sono immerso nella vostra cultura. Se avessi fatto Sandokan cinque o sei anni fa non avrebbe avuto lo stesso successo, oggi sono maturato". Spaventato? "Moltissimo. Ma sono bravo a far finta che tutto vada bene. Anch’io ho le mie vulnerabilità". Siamo a Sanremo, suvvia, quindi si parla di musica. Canterà? "Sapevo che me l’avreste chiesto, ma io non canterò mai. Se un giorno farò il personaggio di un cantante, allora canterò, ma dovranno pagarmi bene". La musica fa comunque parte della sua vita: "Ascolto molto, sono aperto a tutti i generi. Delle canzoni italiani amo molto Baglioni, Questo piccolo grande amore. Sapete? Mi piacciono le canzoni che fanno soffrire".
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Laura Pausini? "La conosco, certo, non solo per i brani in italiano, ma anche per quelli in altre lingue. Se fossi stato (congiuntivo anche qui! ndr) un cantante avrei fatto come lei, collaborazioni con altri grandi artisti, esibizioni internazionali... da questo punto di vista è la mia preferita". Mamma che turco.
