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Il bigamo per errore (anche suo): certificato sbagliato in Comune. E il marito si risposa da separato

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20.09.2026

Un matrimonio (foto di archivio)

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Milano – Un certificato con la dicitura sbagliata. Un matrimonio non ancora finito per la legge e un altro iniziato in maniera illegittima. Un bigamo per qualche mese. E la seconda moglie che chiede i danni economici e non per quello che ha vissuto. Sembra la sceneggiatura di un film, ma è una storia vera. Una storia che si è (quasi) conclusa con una recentissima sentenza della Corte dei Conti. Ma andiamo per ordine.

Il primo matrimonio, la crisi e la rottura 

Nell’autunno 2003, Carlo (nome di fantasia), residente a Vittuone, sposa civilmente Martina (altro nome di fantasia), che vive nello stesso Comune del Magentino. Dopo alcuni anni, ecco la crisi e la decisione di lasciarsi, sancita il 2 febbraio 2011 dalla sentenza di separazione. Due anni dopo, il 27 marzo 2013, il provvedimento viene notificato dal Tribunale civile al Comune di Vittuone. Lo stesso giorno, B.N., all’epoca Ufficiale di........

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