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Petroline: l'arteria del petrolio saudita da 7 milioni di barili al giorno. Le conseguenze del blocco e i tempi (incerti) di riattivazione

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L'immagine satellitare di Planet Labs PBC mostra il Petroline in fiamme (Ansa)

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Roma, 14 settembre 2026 – L’oleodotto Est-Ovest, noto come Petroline, è l’arteria del petrolio saudita e, proprio come per le coronarie, la sua chiusura può causare un infarto per i mercati energetici globali. I circa 1.200 chilometri della Petroline sono una delle infrastrutture energetiche più strategiche dell’Arabia Saudita, è gestito da Saudi Aramco e attraversa la penisola arabica “superando” lo stretto di Hormuz, collegando l’area petrolifera di Abqaiq sulla sponda del golfo Persico, con Yanbu, sulla costa del Mar Rosso a nord di Gedda. E la sua funzione è proprio portare il greggio prodotto e lavorato nell’est del Paese verso raffinerie, depositi e terminali occidentali, consentendo a Riad di esportare petrolio senza dipendere interamente dai blocchi imposti al traffico marittimo nello stretto di Hormuz.

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L’Energy information administration (Eia) statunitense considera infatti l’Est-Ovest una delle principali infrastrutture capaci di aggirare quel punto di transito e la sua chiusura, dallo scorso 10 settembre........

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