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L’addio a Roversi-Monaco. Santa Lucia gremita, Molari: “La sua un’università forte e aperta”

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30.03.2026

Esequie accademiche di Fabio Roversi-Monaco in Santa Lucia (Fotoschicchi)

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Bologna, 30 marzo 2026 - L’Aula Magna di Santa Lucia è gremita per salutare Fabio Alberto Roversi-Monaco (foto), il Magnifico rettore che ha reso grande l’Alma Mater e portato Bologna nel mondo.

E per onorare il giurista e professore emerito di Diritto Amministrativo, che ha guidato l’Unibo dal 1985 al 2000, c’è tutto il mondo accademico e universitario, a cui si aggiungono personalità delle istituzioni, della politica e della cultura. Tanti volti bolognesi e non solo.

Sul feretro di Roversi-Monaco, spirato a 87 anni lasciando le figlie Maria Giulia, Francesca, Maddalena e Camilla con Fabio, Tommaso, Francesca Maria, Brenno, Lupo, Nicoletta e Riccardo, la toga da rettore. Oltre all’attuale rettore Giovanni Molari, ci sono Ivano Dionigi (“Oggi parla Roversi. Si è chiuso un cerchio, è finita un’epoca”, si limita a dire) e Francesco Ubertini: “Ho molti ricordi con lui. Il primo è che è stato il mio rettore, infatti ho la pergamena firmata da lui. Il secondo ricordo è che, appena sono stato eletto, mi ha regalato questa spilla che mi ha accompagnato sempre. Ed è con me pure oggi”.

In prima fila la famiglia, avvolta dall’abbraccio delle centinaia di persone che sono riunite in Santa Lucia per omaggiare il professore; dall’altra parte, le istituzioni: con Molari, il governatore Michele de Pascale, la vicesindaca Emily Clancy, il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, il ministro dell’Università Anna Maria Bernini e il professore Romano Prodi.

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I ricordi dei presenti

Ad aprire la funzione alla camera ardente, il rettore Molari: “Oggi celebriamo il ricordo del professore nella nostra Aula Magna, uno dei segni più tangibili e durevoli del suo contributo al prestigio dell’Alma Mater  –  dice – . Qui il rettore Roversi-Monaco ha guidato tante cerimonie accademiche; qui ha consegnato la laurea honoris causa a personalità politiche e culturali di primissimo piano; qui ha ricevuto dalle mie mani, nel 2022, la laurea honoris causa in Medicina, l’ultimo fra gli oltre venti titoli ad honorem di cui è stato insignito nel corso della sua carriera”.

E poi, spazio a ciò che Roversi-Monaco ha dato per l’Alma Mater: “A tutti sono noti i più importanti traguardi conseguiti sotto la sua guida, all’insegna di due dimensioni in apparente contrasto: da una parte, il radicamento territoriale; dall’altra, l’apertura globale. Ma l’Alma Mater è capace di congiungere queste due dimensioni: Roversi-Monaco lo ha compreso e ha agito di conseguenza.

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Ecco allora lo sviluppo territoriale dell’Università, nella città di Bologna e nel Multicampus, sua fondamentale intuizione strategica; uno sviluppo che non è stato solo un concreto ampliamento edilizio e urbanistico dell’ateneo, ma anche il riflesso di una concezione dell’Università come bene collettivo e fonte di crescita comune”. Poi “le celebrazioni del IX Centenario e la firma della Magna Charta Universitatum, che hanno riaffermato il ruolo dell’Alma Mater nel mondo”, poi “il contributo alla creazione dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore, il Bologna Process: un nome che riconosce la storia millenaria” di Unibo, che con Roversi-Monaco ha incarnato l’idea “di Università forte, aperta, superiore a ogni patria e a ogni confine”.

La figlia Maria Giulia: “Il ricordo in Santa Lucia, una grande emozione”

È la figlia Maria Giulia a chiudere la camera ardente, partendo dai ringraziamenti al rettore Molari, che “ha sempre dimostrato verso nostro padre e tutti noi cura, affetto e garbo”.

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Le stesse parole, pronunciate con commozione, sono rivolte a chi ha parlato dopo Molari: Giuseppe Caia, Giuseppe Morbidelli, Daria De Pretis e Marco Cammelli. “Alcuni allievi, altri amici, ma sempre vicino a noi. Per noi è fonte di grande emozione che questo ricordo si tenga qui, a Santa Lucio, simbolo dell’amore profondo che nostro padre ha sempre avuto per l’Università. Ieri Camilla, nostra sorella, ha detto eravamo in cinque: noi quattro e l’Università. Siamo certi che papà sarebbe stato, anzi è molto felice, che questo ricordo si tenga qui. Il calore e l’affetto che sentiamo ci dicono che tutto quello che nostro padre ha dato all’Università gli viene e ci viene oggi restituito”.

Romano Prodi: “Era un innovatore” 

Fra i presenti in Santa Lucia anche Romano Prodi. “Fabio Roversi-Monaco era un innovatore – ha detto – . Eravamo appena laureati, abbiamo fatto i primi anni insieme a Giurisprudenza, poi ci siamo divisi come facoltà ma siamo rimasti amici. Il mio è più un ricordo personale che professionale”. “Ha lasciato tante cose che si ricordano da sole. Io scherzando gli dicevo: quante lapidi hai lasciato?  Perché ha creato l'idea di un'università come campus urbano allargato, che non si chiude ma si integra con la città, ridando vita a tanti edifici”.

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