Sì, le Canarie sono ancora da evitare. E quest'estate pure tutto il resto
Le spiagge di Mykonos (Grecia) invase dai turisti
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Siamo a giugno, il mese in cui milioni di persone iniziano a sognare una fuga verso mete calde ed economiche. Ma nel 2026, la cartolina delle vacanze perfette mostra vistose crepe. Non si tratta più solo di code ai musei o spiagge affollate: l’Europa sta vivendo una vera e propria crisi di rigetto verso il turismo di massa, un fenomeno noto come overtourism, che sta trasformando città e paradisi naturali in "infrastrutture per l'uso altrui".
Le città in rivolta: "Abbiamo un limite"
Dalle Canarie alla Catalogna, in Spagna il malcontento dei residenti è esploso in proteste senza precedenti. Lo slogan "Canarias tiene un límite" (le Canarie hanno un limite) non è solo una richiesta di meno turisti, ma un grido per il diritto alla casa e alla qualità della vita. Nelle isole spagnole, territori come Fuerteventura e Lanzarote registrano cifre impressionanti, con punte di oltre 118.000 pernottamenti per ogni residente.
La reazione è forte anche in Italia e Francia. Nel nostro Paese, ad esempio, attivisti a Venezia, Firenze e Roma hanno iniziato a manomettere le cassette delle chiavi degli affitti brevi, simbolo di un mercato immobiliare che espelle i residenti per far spazio ai turisti.
Dalla protesta alla politica: il cambio di paradigma
Il 2026 segna il passaggio dalle piazze alle decisioni drastiche dei governanti, in primis dei sindaci. Non si cerca più di attirare visitatori, ma di capire come "assorbirli" senza distruggere il tessuto sociale. Ad esempio Atene ha bloccato le nuove licenze alberghiere e gli affitti brevi (come successo anche a Firenze, per rimanere dalle nostre........
