Young Sherlock, nuova serie tv. “Quando Holmes era un ribelle”
Dónal Finn (Moriarty) e Hero Fiennes Tiffin (Holmes) in Young Sherlock
Roma, 9 marzo 2026 – Sherlock prima di Sherlock Holmes, un ragazzo scapestrato prima del detective di Baker Street. È da questa premessa che parte Young Sherlock, serie in otto episodi ora su Prime Video che promette di farci scoprire le origini del più grande investigatore del mondo. Diretta da Guy Ritchie – che già aveva messo in scena le indagini del personaggio ideato da Sir Arthur Conan Doyle in due film con Robert Downey Jr. –, la fiction è firmata dallo showrunner Matthew Parkhill. “Quello che amo di questo Sherlock è che è un po’ un disastro: una testa calda che si caccia nei guai e finisce nelle risse. Adoro la sua irriverenza”, ci racconta lo sceneggiatore quando lo incontriamo a Londra. “Scaviamo nella sua famiglia disfunzionale e in un segreto del suo passato che deve risolvere. Ma è il suo caos e il suo essere senza filtri che ho amato esplorare”. “È un personaggio capace di reinventarsi costantemente”, gli fa eco Ritchie. “È questo il suo vero ingrediente segreto. Soprattutto in questo caso. Non credo che nessuno si sia mai spinto così vicino ai suoi inizi prima d’ora”.
A dare voce e corpo a questa versione un carismatico Hero Fiennes Tiffin che, da fan dell’investigatore, si è ritrovato a vestire i suoi panni. “Di paure ne avevo molte. Capisco la pressione perché, se qualcuno facesse un pessimo lavoro, sarei il primo a puntare il dito e criticare”, ammette l’attore londinese, 28 anni, nipote di Ralph e Joseph Fiennes, già nei panni dell’undicenne Tom Riddle (Voldemort) nella cinesaga di Harry Potter. “Ma capisci in fretta che quel nervosismo non serve a nulla: dai il massimo e pensi che, con Guy in regia, sai di essere in buone mani”.
Tra brani di Kasabian, Placebo e Radiohead che convivono con l’ambientazione vittoriana, la serie mette in scena il primo caso di Sherlock in cui è affiancato da un giovane James Moriarty, interpretato da Dónal Finn, prima che i due diventino acerrimi nemici. “Entrambi sono molto ambiziosi e cercano di capire quale sia il loro posto nel mondo. Quando li incontriamo si sentono fuori della società. La loro amicizia diventa un rifugio”, spiega l’attore. “Un tema importante legato a Moriarty è l’umanità. Lo incontriamo da giovane, quando non è ancora una mente criminale suprema. Gli accadono cose che influenzano la sua visione del mondo. Si può entrare in empatia con lui”.
Dai primi del ‘900 alla serie con Benedict Cumberbatch, la filmografia dedicata all’investigatore è vastissima e la serie deve confrontarsi con adattamenti molto amati. “Ma sono molto fiducioso che i giovani che non sanno chi sia Sherlock lo adoreranno, come, allo stesso modo, lo amerà anche chi ha visto sue molteplici interpretazioni”, sottolinea Fiennes Tiffin.
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