menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Ryan Gosling: “A scuola faticavo, non mi sono diplomato. Ma quando la prof se ne andò salii sul banco e dissi: O capitano! Mio capitano!”

17 0
20.03.2026

Ryan Gosling, 45 anni, in una scena di L’ultima missione: Project Hail Mary

Articolo: Il campione di karate che scalò l'olimpo di Hollywood. Chuck Norris, da santone del tatami a Texas Ranger

Articolo: L’invincibile Norris, dalle arti marziali ai blockbuster. Campione anche di meme. “Chuck può dividere per zero”

Articolo: Le mosse di Chuck Norris che hanno fatto scuola. Dal karate al Chun Kuk Do: quel calcio circolare diventato leggenda

“Voglio fare un plauso e dare pieno credito a mia figlia che mi ha visto con gli occhiali e ha detto: ‘Sembri più intelligente’. Ho ringraziato e accettato il suggerimento. È una futura regista”. Ryan Gosling svela, divertito, un piccolo retroscena familiare che ha influenzato la costruzione del suo nuovo personaggio, l’insegnante di scienze Ryland Grace inviato nello spazio per salvare la Terra, protagonista di L’ultima missione: Project Hail Mary. Il film – appena uscito nelle sale italiane – è diretto dai premi Oscar Phil Lord e Christopher Miller, scritto da Drew Goddard e basato sul romanzo del 2021 di Andy Weir, lo stesso autore di The Martian.

“Quando ho letto il libro mi è parso chiaro che Andy avesse catturato un fulmine in una bottiglia, scrivendo qualcosa di molto speciale. Era un periodo in cui i cinema stavano chiudendo e le produzioni cinematografiche si fermavano”, ricorda l’attore 45enne, anche co-produttore del progetto. “E poi ecco arrivare questa opportunità incredibilmente commovente e ottimista di guardare al futuro. Non come a qualcosa da temere, ma semplicemente da risolvere. Un approccio radicale. Tutti noi abbiamo dei film di cui ricordiamo dove eravamo quando li abbiamo visti, cosa significassero rispetto al periodo che stavamo vivendo. Questa storia aveva tutto il potenziale per essere così”.

Un film di fantascienza che non perde mai di vista l’aspetto umano e l’emozione, facendo leva sulla necessità di fare squadra per il bene comune. “È il cuore del film: in ogni scena sulla Terra o nello spazio, ci sono esseri viventi che si uniscono per risolvere problemi. Ed è questo che lo fa sentire così pieno di speranza e ottimista, anche se tecnicamente parla di un evento apocalittico”, sottolinea Chris Miller. “Non è cupo, freddo o asettico. È caldo, speranzoso e ti mostra cos’è lo spirito dell’umanità. Ti fa ridere, piangere, spaventare. Ti fa provare ogni tipo di sensazione diversa. Non rientra in una categoria di genere predefinita. Ma l’umanità è fatta così. La condizione umana è provare tutte queste cose, a volte l’una accanto all’altra”.

“Non dimentichiamoci che è anche un’avventura pazzesca ed elettrizzante”, aggiunge Sandra Hüller, la 47enne attrice tedesca che ha conquistato Hollywood come protagonista di due dei film più premiati del 2024, Anatomia di una caduta e La zona d’interesse, qui la responsabile del progetto spaziale Eva Stratt. “Quando l’ho visto la prima volta ero quasi sollevata dala sedia, urlavo allo schermo. È stato molto emozionante”.

Dopo Half Nelson, film del 2006 che gli ha regalato la sua prima nomination agli Oscar, Ryan Gosling torna a vestire i panni di un insegnante. Ma questa volta senza problemi di dipendenze e con il destino dell’umanità nelle sue mani. “A scuola ho faticato, non mi sono diplomato. Ed ero entusiasta di interpretare il tipo di insegnante che avrei voluto avere. Ma, ai tempi, una professoressa ha avuto un grande impatto su di me”, confida l’attore. “Aveva stabilito un obiettivo di lettura: se leggevamo il maggior numero di libri, potevamo fare un giro sulla sua Jeep. Quando se ne andò, salii sul banco e dissi: “O capitano! Mio capitano!“. Un riferimento a L’attimo fuggente che nessuno degli altri studenti colse. E – continua – non sono sicuro lo abbia colto nemmeno lei. Ma ha lasciato un segno nella mia vita. Conosco il potere di un buon insegnante ed è stato un onore fare un film in cui sono gli eroi perché, in molti casi, lo sono davvero”.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano