Elogio della comunità, Papaleo sale sul Pollino in cerca del Pino Loricato
Elogio della comunità Papaleo sale sul Pollino in cerca del Pino Loricato Dal 12 marzo nei cinema “Il bene comune“ del regista e attore lucano «È un albero che vive in condizioni estreme da 1250 anni, una grande metafora»
Roma, 5 marzo 2026 – “Rocco è una persona stranamente empatica. Vorrebbe rifiutare il mondo, tutto, ma non può fare meno di accoglierlo e di accoglierci tutti. E così è stato sul set”. Con queste parole Claudia Pandolfi parla del suo regista e collega Rocco Papaleo che l’ha diretta, insieme a Vanessa Scalera, Teresa Saponangelo, Andrea Fuorto, Livia Ferri e Rosanna Sparapano, ne Il bene comune. Una pellicola, in arrivo il 12 marzo nei cinema, divisa in tre linee narrative in cui Papaleo interpreta una guida turistica che, insieme con un’attrice di “insuccesso”, accompagna quattro detenute alla ricerca del secolare Pino Loricato sul massiccio del Pollino.
Accompagnate dalla musica e da una natura dura e bellissima, vedono nascere tra di loro una solidarietà inattesa da cui emergono frammenti di vite complesse, ferite ancora aperte e il bisogno di essere viste e ascoltate. “Lo diciamo sempre quando presentiamo un film, ma è stato davvero meraviglioso lavorare insieme – racconta Papaleo – Con i vari reparti abbiamo fatto tanti ragionamenti prima di arrivare sul set per capire come incastrare le varie linee narrative. Ma molto del risultato è dovuto agli artisti che si sono calati in modo collaborativo e creativo nel film”.
Per una coincidenza temporale, dopo l’esordio dell’attore e regista in Imma Tataranni 5, lo ritroviamo di nuovo in coppia con Vanessa Scalera. Questa volta sul grande schermo. “Ma abbiamo girato prima il film – puntualizza Papaleo – L’afflato tra di noi è nato immediatamente quando ci siamo incontrati a un festival a Maratea. Da allora ci siamo sempre guardati con trasporto. Volevo girare un po’ la rotella delle sue performance e darle la gioia di fare qualcosa che non aveva mai fatto prima”.
“Rocco mi ha dato l’occasione di recuperare caratteristiche che ho in me, ma che credevo di non avere – aggiunge Scalera – Un entusiasmo e un ottimismo che non significano accettare tutto ciò che ci circonda senza giudizio. Mi ha fatto recuperare la mia dote paesana. Questi ruoli non mi vengono offerti facilmente. Lui mi ha permesso di far riaffiorare l’argento vivo che avevo a vent’anni”.
Al centro del film anche il tema della natura rappresentato dall’albero secolare di cui vanno alla ricerca i protagonisti. “Il mio legame con la terra è molto sentito. Trovo che la natura sia la più grande manifestazione artistica e poetica a cui possiamo assistere – afferma il regista – Quasi sempre nelle cose che faccio c’è un riflesso nei suoi confronti. Il Pino Loricato è una tipologia di albero di 1250 anni che si trova solo nel parco naturale del Pollino e nei Balcani. Una straordinaria metafora. Se ne sta lì ancorato a resistere in condizioni estreme e ci dà una linea esistenziale”.
Un titolo, Il bene comune, che evoca collettività e unione. “Ma forse dovremmo cominciare a calcolare il dolore comune – riflette Pandolfi – Perché ci si sta concentrando sull’interesse di pochi, invece che su un bene più diffuso. Se cominciassimo a pensare a quello che davvero ci distrugge tutti, magari si capirebbero le strategie da assumere. Invece andiamo avanti così, implodendo”.
A pochi giorni dalla fine di Sanremo, di cui Papaleo è stato co-conduttore nel 2012 al fianco di Gianni Morandi, l’attore tornerebbe sul palco dell’Ariston con Stefano De Martino? “Di corsa – afferma l’attore – Anche se potrebbe avere qualche remora a causa dei paragoni”, chiosa in una risata.
© Riproduzione riservata
