menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L’analisi del voto: il fattore giovani e l’astensionismo punitivo al Sud

8 0
yesterday

Lo spoglio delle schede per il referendum sulla giustizia

Articolo: Renzi: “Quando io ho perso il referendum mi sono dimesso, Meloni avrà lo stesso coraggio?”

Articolo: Meloni commenta la sconfitta al referendum sui social: “Gli italiani hanno deciso. E noi lo rispettiamo”

Articolo: Risultati referendum 2026 sulla giustizia, vince il No. Dati reali in diretta, la mappa dello spoglio live

Articolo: Affluenza al referendum della giustizia: il dato definitivo sfiora il 59%. Ecco dove si è votato di più

Roma, 23 marzo 2026 – Le prime proiezioni Rai (copertura del campione 12%) sul referendum parlano chiaro: il fronte del No è in netto vantaggio con il 53,1%, contro un 46,9% di Sì. Dato che, a metà delle sezioni scrutinate (un campione più che solido), appare confermato. Siamo davanti a una bocciatura della riforma della giustizia che va ben oltre le previsioni della vigilia. Ma cosa ci dicono i dati di questo voto, se confrontati con quelli delle Politiche del 2022? Quali regioni hanno deciso di mandare un segnale di malessere al governo?

Il piccolo fortino del sì al Nord

In Veneto (Sì al 57,9%), Lombardia (Sì al 53,63%) e Friuli-Venezia Giulia (53,87%), il fronte favorevole alla riforma ha superato i voti presi dal Centrodestra nel 2022. Solo in questo triangolo la mobilitazione della maggioranza è stata efficace: chi è andato a votare lo ha fatto convintamente per far approvare la riforma. I riformisti del centro hanno dato una mano, ma in tutto il resto del Paese c’è stata una vera e propria emorragia di voti.

Il muro del no al Sud

È qui che il governo ha perso senza appello. In Campania il No tocca un incredibile 67,3%, superando di quasi 11 punti la somma di PD e M5S del 2022 (56,9%). È la prova che la riforma ha spaventato anche una fetta di elettorato che solitamente guarda a destra.

In Sicilia il No si è attestato al 61,6%. Questi numeri sono molto più alti della forza politica che il Centrosinistra e il M5S avevano quattro anni fa. Significa che i contrari alla riforma hanno pescato ovunque: tra gli astensionisti, tra i delusi e persino – molto probabilmente – tra gli elettori moderati di destra. Anche la Calabria (57,08% No) e la Puglia (57,16%) mostrano una tendenza simile. Il Meridione ha mandato un chiaro segnale al governo.

Civici, social e riformisti. La politica oltre i partiti. Ma la fanno gli avatar

L’anomalia della Liguria

È uno dei dati più interessanti. La Liguria ha la performance di affluenza più alta d'Italia (solo il 13% di elettori in meno rispetto alle Politiche del 2022): significa che i liguri sono andati a votare in massa e il No ha fatto segnare un solido 57,77%. Questo vuol dire che la contrarietà alla riforma è stata trasversale e molti elettori del centrodestra, probabilmente, hanno voluto segnalare un diffuso malcontento nei confronti del governo.

L’iman di Torino posta la foto mentre vota No. “Ho scelto anche per Gaza”

Dove l’affluenza è stata più bassa

In Molise l’affluenza è stata del 18% minore rispetto al 2022 e in Campania del 18%. Un dato interessante che mostra come l’astensionismo ha di fatto amplificato il risultato del No: oltre al voto punitivo vero e proprio, il malcontento verso il centrodestra si è manifestato anche attraverso la diserzione delle urne.

Bachelet: “Gli italiani amano la Costituzione più dei partiti. Per questo è tornata la voglia di votare”

La rilevazione del consorzio Opinio Italia per la Rai conferma un divario generazionale netto: tra i 18-34 anni il No stravince con il 61,1% contro appena il 38,9% di Sì. Nella fascia 35-54 il No è ancora in vantaggio (53,3% vs 46,7%), mentre solo tra gli over 55 il Sì prevale di misura (50,7% contro 49,3%). I più giovani – che alle Politiche 2022 avevano mostrato un certo distacco – hanno trasformato il referendum in un voto di protesta contro il governo, mentre gli elettori anziani sono rimasti l’unico bacino di resistenza della maggioranza. Questo spiega in buona parte perché il No abbia superato le previsioni: non è solo un muro regionale, è anche una frattura anagrafica profonda.

Parodi si dimette da presidente dell’Anm: “Motivi strettamente familiari”

Il voto degli italiani all’estero

Mentre lo spoglio prosegue nelle sezioni nazionali, resta da sciogliere il nodo dei voti provenienti dall'estero. Parliamo di un bacino che potenzialmente sfiora i 5 milioni di elettori e che, storicamente, rappresenta una spina nel fianco per il Centrodestra. Ma, e qui la cosa potrebbe farsi interessante, chi vive fuori dall’Italia ha sempre votato a favore delle modifiche alla Costituzione. Ma ormai il margine tra Sì e No appare così ampio, che un recupero sembra quasi impossibile.

Vittorio Sgarbi riappare al seggio con la sciarpa rossa: “Qui tanti amici, ho mangiato ciauscolo come ai vecchi tempi”

© Riproduzione riservata


© Quotidiano