Chi è Babak Zanjani, dal cappio alla guerra digitale. Come si muove il “cripto soldato” che aiuta l’Iran a eludere le sanzioni Usa
Babak Zanjani in una foto del 2015 mentre parla in tribunale (Ansa)
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Roma, 9 maggio 2026. Dal braccio della morte a “soldato economico” più temuto di Teheran. Per il regime iraniano Babak Zanjani, fino a poco tempo fa, era il volto della corruzione da estirpare: un miliardario caduto in disgrazia che attendeva il boia in una cella di Evin, lo stesso carcere dove è stata reclusa la giornalista Cecilia Sala.
Oggi, quel cappio è sparito, sostituito da una tastiera e, secondo le pesanti accuse dell’intelligence statunitense, da una rete di criptoasset, cioè beni digitali protetti da crittografia che sfuggono al controllo delle banche centrali, con cui aggirare le sanzioni americane.
La sua parabola non ha nulla da invidiare a un thriller finanziario: da magnate del petrolio durante l'era Ahmadinejad a condannato a morte, per poi risorgere come l’asset più prezioso di Teheran nella guerra fredda (e calda) contro l’America di Donald Trump. Come ha recentemente sottolineato il Wall Street Journal, Zanjani è stato........
