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Social e film in streaming “creati per dare dipendenza”. L’abate di Camaldoli ai giovani monaci: fatene a meno

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16.02.2026

Arezzo, 16 febbraio 2026 – Iniziare a distaccarsene durante il postulantato, cioè la prima tappa del cammino religioso, sospenderli del tutto durante il noviziato, usarli con criterio come strumenti di lavoro quando si è fatta la professione semplice. Social e piattaforme di streaming e il loro rapporto con la vita religiosa sono al centro di una lettera indirizzata da dom Matteo Ferrari, priore generale della Congregazione camaldolese dell’ordine di San Benedetto, alle varie figure responsabili delle articolazioni della comunità: priori, priori locali, priori amministratori, vicepriori, responsabili delle residenze, maestri dei novizi e dei professi semplici. 

Una riflessione profonda e acuta che invita a sua volta a considerare il difficile rapporto fra la modernità e un ordine antico di secoli soprattutto quando si tratta delle persone in formazione, dei giovani, dei novizi. Un conflitto che c’è sempre stato, ma che nel ventunesimo secolo è quantomai stridente nella pace dell’eremo che si annida nell’Aretino.

"Piattaforme da evitare”

Dom Ferrari usa parole semplici ma taglienti come lame: “Netflix e altre piattaforme........

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