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Strade Bianche 2026, Pogacar cala uno storico poker. L'ordine d'arrivo

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Strade Bianche 2026, Pogacar cala uno storico poker. L'ordine d'arrivo

Strade Bianche 2026, Pogacar cala uno storico poker. L'ordine d'arrivo

Mai nessuno come lo sloveno nella Classica degli sterrati: 4 vittorie, tutte con azioni da lontano (oggi lo scatto è arrivato a 78,6 km dalla fine). Completano il podio il baby fenomeno Seixas e Del Toro

Siena, 7 marzo 2026 - Nel 2022 era scattato a 50 km dalla fine, nel 2024 aveva esagerato, partendo a 81,1 km dalla linea del traguardo, mentre l'anno scorso si era limitato a 18,7 km dalla fine, facendo passare un'immagine di sé quasi vicina alla normalità: il dominio di Tadej Pogacar alla Strade Bianche 2026 vede il via a 78,6 km dal traguardo, dopo l'eccelso lavoro di Florian Vermeersch e Jan Christen e in generale del resto della UAE Team Emirates-XRG, che continua a macinare vittorie già fin da questa prima parte di stagione. Tra i big, è il giovanissimo Paul Seixas a provare a stare a ruota dello sloveno, inizialmente riuscendoci prima di cedere ma rimanendo nel drappello degli inseguitori, nel quale c'è anche Isaac Del Toro, oggi nelle vesti di 'stopper' per decisioni di squadra e forse anche per una forma non ancora al top. Proprio i due giovanissimi, prima il francese (solo un classe 2006 dai margini di crescita ancora molto grandi e tutti da scoprire) e poi il messicano, completano il podio alle spalle del solito Pogacar, sempre a segno dal 2020 nella prima gara dell'anno e che cala un poker nella Classica della polvere finora mai riuscito a nessuno e lo fa con un altro scatto da lontanissimo, dal Monte Sante Marie: curiosamente, non il settore a lui dedicato (quello di Colle Pinzuto, con la cerimonia che è avvenuta due giorni fa), ma il tratto intitolato a Fabian Cancellara, da oggi sorpassato sull'albo d'oro grazie a un back to back all'ennesima potenza. La precedente gara femminile, caotica e ricca di colpi di scena, come quello che vede le big imboccare la strada sbagliata e uscire quasi tutte di scena, aveva visto il successo di Elise Chabbey, bravissima nel finale a liquidare Kasia Niewiadoma e Franziska Koch: Elisa Longo Borghini, dopo aver accarezzato i sogni di gloria, è invece solo quarta e, considerando anche la gara maschile, si tratta praticamente degli unici tratti di azzurro in una corsa non proprio memorabile per gli italiani, praticamente mai in gara.

La cronaca della gara

  Pronti, via e cadono subito Reuben Thompson (Lotto-Intermarché), Kim Heiduk (Ineos Grenadiers), Albert Whiten Philipsen (Lidl-Trek), Robbe Dhondt (Team Picnic PostNL) e Clément Venturini (Unibet Rose Rockets), tra l'altro poco prima del primo tratto in sterrato, quello di Vidritta di 2,4 km. Tocca poi a quello di Bagnaia (3,5 km anche in salita, con punte del 10%): poco prima del settore di Radi (4,4 km) allunga Timo Kielich (Visma-Lease a Bike), ma poi il gruppo torna compatto. La fuga poi si forma nelle figure di Tibor Del Grosso (Alpecin Premier-Tech), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Sauber), Jack Haig (Ineos Grenadiers), Patrick Konrad (Lidl-Trek), Samuele Zoccarato (MBH Bank CSB Telecom Fort), Adrien Boichis (Red Bull-Bora-Hansgrohe), Anders Foldager (Team Jayco AlUla), Tim Rex (Visma-Lease a Bike) e Davide Toneatti (XDS Astana Team), che affrontano con 2' di vantaggio la salita di Montalcino (5,5 km con una pendenza media del 5,2%). I settori di Luccignano d'Asso (11,9 km) e Pieve a Salti (8 km) allungano il gruppo, che pian piano entra nel vivo della corsa: il primo colpo di scena è un problema meccanico a Matteo Jorgenson (Visma-Lease a Bike). Il secondo, sul Monte Sante Marie (11,5 km), vede fin dalle rampe iniziali prima Florian Vermeersch e poi Jan Christen (UAE Team Emirates-XRG) cominciare a dettare un ritmo forsennato, che a 78,6 km diventa il preludio allo scatto di Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG): Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) ma poi perde terreno, venendo agganciato da Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG), che ovviamente non collabora, mentre più dietro ancora ci sono Matteo Jorgenson (Visma-Lease a Bike), Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) e Romain Grégoire (Groupama-FDJ), con i due plotoni di inseguitori che poi si ricongiungono prima che a loro si aggiungano Ben Healy (EF Education-EasyPost) e Andreas Kron (Uno-X Mobility). Dopo il settore di Montaperti (0,6 km con una pendenza massima del 16%) a sua volta questo drappello viene raggiunto da Jan Christen (UAE Team Emirates-XRG), Pello Bilbao (Bahrain Victorious), Paul Lapeira (Decathlon CMA CGM Team), Michael Valgren (EF Education-EasyPost), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ), Quinn Simmons (Lidl-Trek), Gianni Vermeersch (Red Bull-Bora-Hansgrohe), Jordan Labrosse (Decathlon CMA CGM Team), Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step) e Wout Van Aert (Visma-Lease a Bike). Si arriva così nel settore di Colle Pinzuto (2,4 km con una pendenza massima del 15%), dedicato proprio a Pogacar, che si gode il suo tripudio, mentre nel settore Le Tolfe (1,1 km con una pendenza massima del 18%) Pidcock (nonostante la folla anche piuttosto invadente) prova a scattare per mettersi in proprio all'inseguimento del battistrada. Si torna sul Colle Pinzuto, dove Seixas riparte, scortato da Del Toro: tocca ai due giovanissimi, prima il francese (sempre più sorprendente a dispetto della tenera età) e poi il messicano, staccato nel finale, completare il podio alle spalle del solito Pogacar, che cala il poker, aprendo al meglio la sua stagione come gli capita in pratica dal 2020.  

Ordine d'arrivo Strade Bianche 2026

  1) Tadej Pogacar (UAD) in 4h45'15" 2) Paul Seixas (DCT) +1'00" 3) Isaac Del Toro (UAD) +1'09" 4) Romain Grégoire (GFC) +2'04" 5) Gianni Vermeersch (RBH) +2'04" 6) Jan Christen (UAD) +2'07" 7) Tom Pidcock (PQT) +2'14" 8) Matteo Jorgenson (TVL) +2'20" 9) Andreas Kron (UXM) +3'46" 10) Wout Van Aert (TVL) +3'46"  

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