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Alessandro Marzo Magno: “Il denaro parlava italiano. E lanciammo i bitcoin quattrocento anni fa”

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12.07.2026

Un dettaglio del dipinto di Quentin Metsys 'Il cambavalute e sua moglie" (1514, conservato al Louvre)

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Roma, 12 luglio 2026 – Criptovalute, blockchain. Se ne parla spessissimo e più di qualcuno utilizza le valute digitali per investire. Eppure, pochi sanno che ciò che viene percepito come futuro ha un cuore antichissimo. Ce lo spiega Alessandro Marzo Magno nel suo ultimo saggio L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano, edito da Laterza, un viaggio che parte da Carlo Magno, che con il suo denaro d’argento pose fine ai secoli del baratto, e ci accompagna nelle piazze di Firenze, Venezia e Genova per assistere all’esplosione dei fiorini e dei ducati, i veri "dollari" del Medioevo, ma anche degli scudi di marco, i "Bitcoin di quattrocento anni fa", i cui inventori sono i nientemeno che banchieri genovesi. Solo che allora non ci si muoveva su Internet, ma nelle fiere. "Oggi la finanza parla inglese, ma un tempo parlava italiano – sottolinea Marzo Magno – perché ha dato al mondo gli strumenti della finanza moderna: banche, assegni, assicurazioni".

Alessandro Marzo Magno, nel suo libro lei definisce gli "scudi di marco" i "Bitcoin di quattrocento anni fa". Che........

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