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Italia, segui l’esempio di Gattuso. “Sento un paese sulle mie spalle”

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Qualificazioni mondiali: Italia, segui l’esempio di Gattuso. “Sento un paese sulle mie spalle”

Qualificazioni mondiali: Italia, segui l’esempio di Gattuso. “Sento un paese sulle mie spalle”

Alle 20,45 la semifinale contro l’Irlanda del Nord per sperare ancora. Il ct non si nasconde: “È la partita più importante della carriera”. Bastoni recupera, Retegui scalpita

Rino Gattuso, 48 anni, ha vinto il mondiale sul campo nel 2006 in Germania

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Bergamo, 26 marzo 2026 – Caccia al Mondiale, atto primo degli esami di riparazione. Ci siamo, finalmente. Fra poche ore contro l’Irlanda del Nord si giocherà la sfida più importante del calcio italiano negli ultimi dodici anni. In uno stadio che è stato il ct Rino Gattuso a scegliere, colpito dagli applausi dei tifosi dopo lo scialbo 0-0 del primo tempo contro l’Estonia in una gara poi vinta 5-0 in settembre. Qui stasera, davanti a 23mila cuori azzurri, l’Italia dovrà fare il primo passo verso Usa 2026. Non ci sono alternative: o si vince e poi si va a giocare la finale martedì in trasferta contro Galles o Bosnia, oppure si finisce nel burrone della vergogna, dopo aver già fallito la qualificazione ai Mondiali del 2018 e del 2022. Un’ipotesi che nessuno vuole prendere in considerazione, anche per un semplice motivo: questa sera siamo noi i favoriti, e non solo perché giochiamo in casa. E sullo sfondo, a differenza di quattro anni fa, non c’è il Portogallo.

Guai però a sottovalutare l’avversario (quel che è accaduto contro la Macedonia del Nord nel 2022 resta nella memoria), piuttosto è confortante il fatto di percepire un gruppo che non vede l’ora di scendere in campo. Lo si capisce guardando negli occhi dei calciatori o ascoltando le parole di Ringhio. Forse l’unico che può regalarci una gioia visto il legame immenso con questa maglia, grazie alla quale nel 2006 è diventato campione del mondo. Avverte la pressione il ct e candidamente ammette: “Questa è la partita più importante della mia carriera da allenatore. È vero, sono ancora giovane, ma qui mi gioco tanto. E ho un paese sulle mie spalle. Sono sette mesi che sento nella testa ogni mattina, quando mi sveglio, le stesse parole: Mister portaci al mondiale. Dormo poco e penso in grande, ma è una bella responsabilità”.

Per battere l’Irlanda del Nord, squadra che concede poco, bisognerà attaccare la profondità e stare attenti sui calci da fermo. Ma al di là dei moduli e degli schemi servirà il sentimento, ovvero quel mix di orgoglio, rabbia e cuore che possono dare l’energia in più. “Usiamo testa e gambe – sintetizza il ct –. Loro fanno poche cose ma ci credono forte, non dobbiamo per esempio regalare punizioni sciocche perché poi gli avversari mettono la palla in area. Bisognerà saper soffrire e quando abbiamo la palla riuscire a giocare in velocità per arrivare in area”.

Gattuso ostenta calma, mica facile da mantenere in situazioni come queste. Ma fa capire quanto lo spogliatoio sia compatto: “C’è buonumore nella squadra. Sono stati tre giorni belli, sappiamo cosa ci giochiamo ed è giusto essere carichi e magari avvertire la pressione”.

Corrono contro il tempo gli acciaccati: Bastoni (sul quale è in forte pressing il Barcellona) ha recuperato ma non è l’unico: “Mi ha colpito la voglia di questi ragazzi di mettersi a disposizione e stringere i denti – prosegue il ct –, ho visto anche Scamacca continuare ad allenarsi”. Non è un dettaglio. Come non è un dettaglio che gli infortunati Di Lorenzo, Vicario e Zaccagni abbiano deciso di accomodarsi comunque in tribuna per sostenere l’Italia a differenza di Chiesa che dopo il ’non me la sento’, ha lasciato subito Coverciano.

Per fortuna davanti le soluzioni non mancano, rispetto al passato. C’è Kean che scalpita, c’è Pio Esposito già pronto, ma soprattutto c’è Retegui che questo stadio lo conosce bene e ha voglia di mangiare l’erba: “Sono arrivato in Italia una settimana prima. Non aspettavamo altro che giocare questa partita da quando abbiamo perso con la Norvegia a Milano. La squadra sta bene, vogliamo essere protagonisti ma abbiamo bisogno della spinta dei nostri tifosi”.

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