Antonio Cassano: “Vieri è il centravanti italiano più forte di sempre. A Fabregas ho detto: scappa all’estero. Qui piace solo il cinema di Allegri”
Antonio Cassano è nato a Bari il 12 luglio 1982
Articolo: Nicola Ventola: “Allegri l’allenatore più sopravvalutato, ma chi vince ha sempre ragione. Scudetto Inter, è fatta”
Milano – Tra provocazioni e nuove sfide, Antonio Cassano ha il grande merito di restare sempre sempre se stesso. Mai banale e senza mezze misure. È così l’ex Giamburrasca del pallone, prendere o lasciare. È certo una maschera, ma non di se stesso. Un’antropologia umana sempre più rara, ma affascinante. Uno di quei personaggi che non si nascondono. Si mostrano felici per quello che sono. Riconoscono i propri errori e non li rinnegano, semmai ne ridono. Dietro la scorza irruente, Antonio da Barivecchia parla senza ipocrisie o trasformismi prima, durante e dopo Viva El Futbol, un “happening“ più che uno spettacolo teatrale (il format che spopola su YouTube e Twitch), diventando il protagonista della serata milanese al fianco di Lele Adani e Nicola Ventola (sotto la regia di Corrado Tedeschi). Ne ha per tutti e distribuisce sentenze. E nel suo mirino finiscono in tanti: Allegri, Leao, CR7, Inzaghi, arbitri, varisti, giornalisti e i dirigenti del Palazzo. Si salvano in pochi. L’idolo Messi, i neofiti della panchina Fabregas, Chivu e De Rossi, persino il “nemico“ (nel senso di “non più amico“) Bobo Vieri “che resta in centravanti italiano più forte di sempre ma al di sotto di Ronaldo il Fenomeno, il più grande di tutti”.
Partiamo dall’attualità Antonio. L’Inter ha le mani sullo scudetto? “Diciamo che può perderlo se riprendono Inzaghi”.
“Dai, è evidente, in quattro anni lui ne ha vinto solo uno. L’Inter è ancora la più forte e trionferà in campionato, non si può giudicare da una partita. Il Milan si è ritrovato lì per un miracolo di non so chi, ha vinto tante gare giocando in modo indegno. A Cremona ha segnato al 90’ di faccia, col Como doveva prendere sei gol e ha portato a casa tre punti, e poi il derby d’andata... Ce ne son mille. Come fa l'Inter a perdere lo scudetto?”.
Chivu ti ha convinto?
“Molto. È arrivato con appena tredici partite al Parma, allenava da un quarto d’ora e ha fatto un grande lavoro con tanti giocatori nella fase calante e in scadenza, che venivano da una batosta tremenda. Ha continuato a giocare più o meno come l’anno scorso nel Mondiale per club, senza fare la preparazione. Cristian è un allenatore fantastico ma soprattutto una persona di altissimo livello. E questo vale anche per Fabregas, gliel’ho detto domenica a Como: in Italia ci sono tanti addetti ai lavori invidiosi e incompetenti, non meritano gente come Cesc. Gli ho consigliato di scappare all’estero, qui da noi piacciono solo Allegri e Mourinho, gente che fa cinema”.
Intanto il campionato è sempre più avvelenato da polemiche sospetti…
“Lo dico da cinque anni, bisogna eliminare il Var, non serve a niente, è inutile. Io voglio che in campo ci sia solo l’arbitro: se è buono bene, se sbaglia giusto farlo stare tre giornate a casa, altrimenti non se ne viene fuori. Il rigore su Frattesi è clamoroso: sbaglia l’arbitro e lì ci può stare, non sei all’altezza; ma quelli al Var cosa fanno? Poi qualcuno pensa in negativo, alla malafede. Magari ci sono arbitri scarsi, di certo non vengono aiutati dal Var”.
Insomma, c’è tanto da cambiare…
“Resto dell’idea che ai vertici del nostro calcio ci vorrebbe gente diversa. Metterei subito Maldini per dare una bella ripulita. È una icona, sa di cosa parla e soprattutto è una persona libera e senza padroni, come me”.
Torniamo in campo. Pio Esposito è il futuro della nazionale?
“Piano, andiamoci piano. Parliamo di un giovane interessante, un bravo ragazzo. Facciamolo crescere ma senza mettergli la pressione addosso con paragoni come quello con Vieri”.
Invece continui ad aspettare il miglior Leao…
“Qui c’è poco da aspettare, sono sei anni che lo dico: adesso tutti si accorgono di cosa sia realmente Rafa. Fa due sgroppate sulla fascia, a volte va in fuorigioco da solo o incespica da solo, poi fa dieci gol. Ma se prendo Luis Diaz, che è un esterno, e corre a tutta fascia, fra gol e assist è a quota 35, Olise a 42. Di cosa parliamo? E gioca nel Bayern Monaco... Invece nel Milan, in un campionato farlocco, Leao fa una fatica immane. Ma nel mio Real Madrid non avrebbe giocato neppure in allenamento. E alla Roma c’ero io con Totti, Batistuta e Montella. Forse poteva giocare nella mia Sampdoria, ma doveva rincorrere. Di sicuro mai nel mio Milan, con Ibra, Robinho, Pato e Inzaghi”.
Non sei un po’ troppo severo col portoghese?
“No, giudico in base a quel che vedo. Siete voi giornalisti che lo fate sembrare forte”.
Nico Paz invece è già una splendida realtà, a proposito di numeri 10…
“Grande talento. Ma non resterà in Italia, è un calcio arretrato. Può prenderlo solo l’Inter, ma se poi non lo fanno giocare a briglia sciolta? La nostra filosofia è difenderci bene, sperando che succeda qualcosa davanti. Quelli siamo, poi prendiamo gol da tutti, anche dalla Norvegia. Ma noi lo avevamo detto... (occhiolino ad Adani, ndr)”.
Ma ci sarà qualcuno che in Italia ha vinto con un calcio moderno…
“Spalletti, meraviglioso. Anche Conte. E non dimentico l’Europeo di Mancini. Ma l’Italia di Prandelli del 2012 è stata la Nazionale migliore, purtroppo beccammo in finale la Spagna, forse la più forte della storia”.
Domenica scorsa hai visto Como-Roma…
“Purtroppo una delle due non andrà in Champions, e mi dispiace. Como è una città meravigliosa, ma quello che Cesc ha creato è unico. Un genio. Perché sta antipatico a colleghi e non solo? Per via dell’invidia, la verità è che lo vogliono tutti, perché è bravo e fa giocare bene a calcio”.
“Non ho mai visto una squadra allenata da Gasperini essere distrutta da un avversario come è successo contro il Como. Eppure a gennaio hanno preso uno come Malen”.
A proposito: un colpo di mercato per la prossima estate?
“Lobotka, tutta la vita. Un giocatore fantastico. Lo consiglierei all’Inter se davvero dovesse andare via Calhanoglu ma da quel che so anche la Juventus cercherà un giocatore del genere”.
I migliori delle big. Partiamo dall’Inter…
Milan? “Nessun dubbio, Modric”.
Napoli? “De Bruyne, peccato per l’infortunio”.
Juventus? “Spalletti”.
Ma no, un calciatore... “Ci penso... Bremer”.
Roma? “Dybala, anche se è a mezzo servizio. E poi aspetto il ritorno di Totti, ma non deve fare la sagoma”.
La sorpresa della stagione? “Un allenatore di cui sentiremo parlare, oltre a Fabregas: il mio amico De Rossi, un grande. Poi fra qualche anno mi direte”.
Fra Messi e Maradona chi sceglie? “A Napoli ho detto che per me Messi è meglio di Diego. Ma siamo usciti tutti vivi dal teatro”.
La Nazionale andrà ai Mondiali? “I punti di forza sono l’allenatore e il portiere, perché Gigio è l’unico campione che abbiamo. Gattuso tirerà fuori l’anima dai giocatori, è un guerriero. Ma temo la seconda partita in casa del Galles e i loro ritmi infernali”.
Nicola Ventola: “Allegri l’allenatore più sopravvalutato, ma chi vince ha sempre ragione. Scudetto Inter, è fatta”
Ti manca il pallone? “Mi basta parlarne a teatro con i miei fratelli Nicola e Lele. Ora mi diverto col padel. Gioco tanto e vorrei costruire un centro sportivo a Genova, il Comune mi ha dato le autorizzazioni ma gli inquilini dei palazzi hanno bloccato tutto. Non mollo...”.
I tuoi figli seguiranno le sue orme? “Giocano nell’Entella, nel mio ruolo, in un ambiente sano. Voglio solo che si divertano”.
E Cassano cosa farà da grande? Direttore sportivo o magari allenatore? “Il corso da ds l’ho fatto, ma secondo te qualcuno vuole un pazzo scatenato come me?”
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